Sconfortanti i dati che arrivano dalle ultime statistiche del Censis (il Centro Studi Investimenti Sociali), che delineano i contorni di una crisi economica più asfissiante che mai, in grado di mettere in ginocchio le famiglie italiane su uno degli elementi base della società, la possibilità di sfamarsi.

In base alla ricerca effettuata per conto di Expo e del padiglione Italia, sarebbero 2,4 milioni i nuclei italiani che non hanno abbastanza denaro per riuscire a portare cibo a sufficienza in tavola. All’incirca una su dieci (il 9,2% del totale): i numeri sono purtroppo in crescita, dato che il sondaggio ha registrato un milione in più di famiglie in difficoltà rispetto al 2007, data di inizio della crisi, con un incremento percentuale dell’85%. Praticamente sono quasi raddoppiate.

Puglia, Campania e Sicilia sono le tre regioni italiane più colpite dalla crisi, in questo senso. A impensierire è anche l’incidenza della crisi sullo sviluppo dei più piccoli: le famiglie con figli minori che non sono riuscite a provvedere ai bisogni alimentari di base sono 830mila. I nuclei con figli hanno subito duramente i colpi della crisi: dal 2007 si è registrato una diminuzione radicale della possibilità di acquisto (con deficit gravi) del 15,6% per le coppie con due figli e del 18,2% per quelle con tre.

Ovvie le implicazioni a livello sociale, con una crescente forbice di disuguaglianza in base all’occupazione del capofamiglia. Una tendenza molto pericolosa, secondo il Censis: “Se la sobrietà è un valore, perché vuol dire scelta ragionata e selezione, non si può non constatare una dinamica di erosione della coesione sociale nelle nostre comunità che ha toccato anche il rapporto con il cibo”.

Tutti dati che stridono con forza con gli altri presentati nello studio “Gli italiani e il cibo. Rapporto su un’eccellenza da condividere”, illustrato durante l’Expo: 29,4 milioni di italiani si descrive come un appassionato di cibo, 12,6 addirittura come intenditori e 4,1 arrivano a presentarsi come dei veri esperti. Sarebbero poi ben 38,5 milioni i concittadini che seguono ricette elaborate e piatti impegnativi colti da programmi tv o libri di cucina.