Foglio Bianco. Crisi. Soluzioni? Una.

La “crisi da foglio bianco” è il terrore e la normalità di quei molti, tanti, troppi, più o meno professionisti come me, che per lavoro e per diletto impugnano una ormai virtualissima penna e si mettono in gioco nel bel mondo della scrittura. I “seri professionisti” quello che hanno studiato come suini per anni e ora “se la bullano come se non ci fosse un domani” tra redazioni e press day, affrontano il dramma rifacendosi alla cronaca giornaliera. Soubrette, sgallettate, tronisti scandalosi, showman polleggianti, conduttrici idrofobe: per il “serio professionista della penna” il mondo è un enorme pentolone pieno di tutto e niente su cui pontificare.

Ma ad oggi, ahimè, gli scandali si sono “scandalosamente” ridotti. Nessuna farfallina (quella di Belen ormai è stata vista e rivista: cosa potrà mai dare al mondo un tatuaggio in bianco&nero?), nessuna modellastra cocainomane, solo il backstage hard-hot-soft di Rihanna per la Cover di GQ sembra creare un po’ di sana aspettativa nei confronti di un mezzo-nudo, mezzo visto mezzo svisto.

Quando IL Direttore mi ha sollecitata ho avuto un momento di panico. E di che parlo? Di un amore “incorrisposto”? Ma no, pietà, siamo sotto Natale, l’uomo dei Krumiri dice che siamo tutti più buoni, per carità lasciamo perdere il desiderio inappagato, e le ossessioni sentimentali per il nuovo anno. Tra un “pan di stelle” e un caffè ho pensato che avrei potuto rendervi partecipi del dramma conigliesco delle decorazioni natalizia, ma ruminando con affetto il mio biscotto al cioccolato mi sono auto-fatta-presente-che all’alba del 28 di novembre forse è presto cominciare a parlarne. Le città ancora non sono agghindate come ballerine del “Moulin Rouge”, gli alberi di Natale hanno fatto la loro apparizione nelle vetrine piuttosto di recente, e comunque sono un terrificante promemoria: “Cara, anche quest’anno dovrai “lasciar giù” a ZaraHome litri di sangue e quello che hai guadagnato negli ultimi sei mesi. Ricordati di morire solo una volta che hai passato il bancomat”.

Ma no, lasciamo perdere il Natale, è presto, c’è tempo per parlare di buone intenzioni, presepi, stelle Alpine rosse, calze rosse, tanga rossi di fine anno, sesso in bagno a capodanno…
C’è tempo . E per parlare di sesso deludente ubriache, sesso deludente da sobrie e sesso non fatto perché sei stronza, è sempre il momento giusto.
Ma il dramma della sottoscritta rimane. Che vi racconto oggi? La favola di Pinocchio? Di cappuccetto rosso? Parola quattrocentodue. Bisogna arrivare a mille.

Direttore abbia pietà di me. Oggi non è giornata. Sono in vena depressa. In penna repressa. In giornata, insomma, incredibilmente molesta. Cerchi di capirmi, con che cuore posso appestare il lettore , l’internauta alla ricerca di “pace e tranquillità” con questo mio umore nefasto da “vecchia zittella inacidita e delusa”?

E soprattutto, si rende conto che i nostri navigatori sono arrivati fin qua senza aver di fatto letto nulla di accattivante o almeno decente? Mi scuso con tutti voi.
Vi prometto che la prossima volta farò partire una “filippica” sul mondo dei social, sulla mancanza di privacy, sulla mancanza di tatto, stile ed educazione da parte di quel mondo maschile diventato ormai banale quanto un tavolo in legno di quercia tondo e polveroso e sugli umani e cosmici paradossi: “Sex&thecity” voleva essere una presa per il culo (perdonate il francesismo) del mondo donna ed è stato preso sul serio. Dopo quella serie le vendite di vibratori rosa e “sushi da mangiare su un corpo umano” sono salite alle stelle, e ora “The Rabbit” (il noto e sopracitato sextoy) è il primo regalo delle liste natalizie per giovani donne single, fidanzate, sposate e in generale con una certa propensione naturale al divertimento con se stesse.

Mi scuso O Amato Lettore. E Lettrice. La prossima volta darò il meglio di me stessa, passerò notti insonni a pensare al benessere mentale del Direttore e sfornerò un capolavoro di cazzeggio e luoghi comuni ben rivisitati. Per il momento pazientate. La “crisi da foglio bianco” sta per finire. Piccoli dolori e grandi trionfi stanno per arrivare. Bastonate sulle orecchie e glorie indigeste aiutano non poco a trovare l’ispirazione perduta. Al mio momento di dramma personale dico: “Picchiami e fammi male”. Darò il meglio di me stessa. Non a te. A loro.
Anche queste sono soluzioni al problema.

photo credit: annais via photopin cc

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