Il Pdl sembra essere in queste ultime ore nettamente spezzato in due: da un lato gli estremisti, coloro che credono fermamente in una rinascita grazie a gesti eccessivi come le dimissioni, dall’altro i moderati, convinti che Forza Italia potrà rinascere solo rispettando i valori fondativi del movimento liberale.

E’ così che, pian piano, alzano la testa coloro che non sono d’accordo con le accelerazioni impresse dal partito, in primis Angelino Alfano che sulla sua pagina Facebook ha così commentato:

Sono berlusconiano e leale. La mia lealtà al presidente Berlusconi è longeva e a prova di bomba. La lealtà non è malattia dalla quale si guarisce. Oggi lealtà mi impone di dire che non possono prevalere posizioni estremistiche estranee alla nostra storia, ai nostri valori e al comune sentire del nostro popolo. Se prevarranno quegli intendimenti, il sogno di una nuova Forza Italia non si avvererà. So bene che quelle posizioni sono interpretate da nuovi Berlusconiani ma, se sono quelli i nuovi berlusconiani, io sarò diversamente berlusconiano“.

Fabrizio Cicchitto ribadisce che Silvio Berlusconi “non ha bisogno di alcuni estremisti che nelle occasioni cruciali parlano con un linguaggio di estrema destra dall’inaccettabile tonalità“.

Nunzia De Girolamo denuncia come “siano sempre più evidenti atteggiamenti, posizioni, radicalismi che poco hanno a che vedere con i valori fondativi del nostro movimento liberale“. Toni simili da Maurizio Lupi: ”Così non vaattacca – Forza Italia non può essere un movimento estremista in mano a degli estremisti”.

(Foto by InfoPhoto)