Sono convinto che se ancora vogliamo considerarci una democrazia la parola debba tornare al più presto agli elettori. Non credo a nessun governicchio formato da transfughi: sarebbe un partito dei traditori che non ci meriteremmo”. Così ha parlato ieri 29 settembre, Silvio Berlusconi a Studio Aperto.

Poi aggiunge: ”Ho fatto l’imprenditore per tanti anni, quando i governi italiani duravano in media 11 mesi e l’economia funzionava benissimo, aumentava il Pil. Quando un governo cadeva noi imprenditori eravamo felici, ci dicevamo tra noi ‘meno male che adesso per tre o quattro mesi non c’è più un governo che possa farci danno.

Per il Cavaliere, la crisi non sarebbe quindi un dramma e anche la circostanza che ha dato inizio a tutto, cioè le dimissioni dei parlamentari, va inquadrata a suo giudizio all’interno di una cornice politica perché, chiarisce, “Sono state consegnate ai capigruppo e a me e non ai presidenti di Camera e Senato” e costituiscono “un grido di dolore per la democrazia ferita da una serie di ingiustizie che sto subendo e anche una reazione a comportanti insultanti e offensivi dei nostri di governo del Pd”.

Respinta da  Berlusconi anche l’accusa di essere un ribaltafrittata fatta dal premier Letta che, citando le sue parole: “Pur provenendo da una tradizione cattolica e democratica sembra avere preso tutti i vizi della sinistra di cui adesso fa parte, cioè quello di ribaltare la realtà a proprio vantaggio”.