La stucchevole guerra tra falchi e colombe, nella quale però è il Governo a essere preso in mezzo, sta raggiungendo livelli sempre più preoccupanti. Da più parti nel Pdl si sono levate voci sulla rottura dell’accordo di maggioranza qualora, come appare largamente probabile, il Pd dovesse votare, il 9 settembre nella Giunta per le autorizzazioni del Senato, a favore della decadenza di Silvio Berlusconi dalla sua carica parlamentare, in seguito alla condanna definitiva subita nel processo Mediaset.

Però soffiare troppo sui venti di guerra si sta rivelando controproducente. Nella giornata di contrattazioni del 26 agosto, in seguito alla sempre più probabile crisi di governo, la Borsa di Milano ha accusato in mattinata un crollo del 2% sull’indice; il titolo Mediaset perdeva addirittura il 6%; inoltre lo spread tra Btp e Bund è salito a quota 250.

Tutti segnali che invitano a maggiori riflessioni. E’ probabilmente per questo che Silvio Berlusconi (foto by InfoPhoto) ha diffuso un comunicato in cui intima ai suoi di frenare le parole. Questo è il testo della nota: “In questa situazione di difficoltà per il nostro Paese e di confronto tra le forze politiche, il dibattito all’interno del Popolo della Libertà, che nasce come chiaro segnale di democrazia, viene sempre più spesso alimentato, forzato e strumentalizzato dagli organi di stampa. La passione e l’impegno generoso dei nostri dirigenti e dei nostri militanti, anche negli ultimi giorni, vengono riportati e descritti a tinte forti, quasi fossero sintomi di divisione e di contrasto. Perciò, invito tutti a non fornire con dichiarazioni e interviste altre occasioni a questa manipolazione continua che alimenta le polemiche e nuoce a quella coesione interna, attorno ai nostri ideali e ai nostri valori, che è sempre stata ed è il tratto distintivo del nostro movimento“.