La crisi del governo guidato da Enrico Letta non sembra avere mai termine. Ora, con Silvio Berlusconi che sembra fuori dai giochi, ci pensano il Partito Democratico e Scelta Civica ad animare lo scenario politico. Da una parte c’è il ministro Stefano Fassina che predica possibili dimissioni, dall’altra Mario Monti che ha lasciato il movimento e apre alla scissione: “Ormai sono abituato a convivere con l’instabilità – ha detto il premier Enrico Letta in un’intervista al Tg1 – parlerò con Monti e con Fassina. Da questi confronti ne usciremo molto più forti”.

Letta, comunque, è convinto che il suo Esecutivo abbia di fatto voltato pagina: “I complimenti di Obama non sono importanti per me ma perché creano un clima di fiducia. Forse noi italiani siamo un po’ autolesionisti, se avessimo potuto saremmo stati contenti di restituire più soldi ma dalla crisi si esce un passo per volta ma per la prima volta abbiamo abbassato tasse – precisa – i 14 euro in più in busta paga? E’ una polemica inventata. Non vedrà mai la cifra 14 euro nella legge di Stabilità. Noi abbiamo messo a disposizione 5 miliardi di euro in tre anni di riduzione di tasse per i lavoratori. Il Parlamento e le parti sociali decideranno come usare questi 5 miliardi di euro e io spero che li usino al meglio per far sì che il beneficio fiscale vada a chi ha più bisogno, penso alle famiglie con più figli”. Infine un giudizio su Matteo Renzi: “Non lo temo, anzi spero che ci sia forte impegno, una forte leadership perché i problemi sono complicati. Ho bisogno di leadership forti”.