Resta tesa la situazione in Ucraina nonostante l’impeachment del presidente filo-russo Viktor Ianukovich. Ora la tensione si è spostata in Crimea, penisola sul Mar Nero nel sud del Paese, dove un centinaio di membri delle forze navali russe hanno preso il controllo nella notte di due aeroporti, quello di Belbek e quello di Sinferopoli. Non ci sono stati scontri, ma il ministro dell’Interno ucraino, Arsen Avakov, ha accusato Mosca di «invasione armata» e «occupazione».

Una non precisata fonte di Sebastopoli ha però precisato all’agenzia Interfax che i militari russi non hanno niente a che vedere con l’azione. Il blitz sarebbe stato organizzata da attivisti dei reparti di autodifesa con l’obiettivo di impedire lo sbarco di militanti e forze legate alla protesta del Maidan (la piazza simbolo delle proteste anti-Russia). Lo scalo, di proprietà dell’ aeronautica ucraina, è presidiato lungo tutto il perimetro ma è rimasto comunque rimasto aperto nonostante ci siano dei manifestanti filorussi all’interno. I primi voli della giornata non sono stati annullati e i passeggeri superano senza troppe attese i normali controlli di sicurezza.

L’aeroporto si trova vicino all’incrocio di due autostrade ‘strategiche’ che portano a Sebastopoli e Sinferopoli, ma è tutta la Crimea a essere un territorio particolarmente importante per diverse ragioni: popolata in maggioranza da russi, non fa giuridicamente parte della Russia ma lo è stata in passato fino al 1954 e ha rischiato di tornare a farne parte dopo la caduta dell’Unione Sovietica. Mosca, dal canto suo, mantiene a Sebastopoli la base della sua flotta del Mar Nero e non ha mai tolto gli occhi di dosso dalla Crimea che ha giocato un ruolo di prim’ordine negli equilibri geo-politici mondiali (dalla guerra di Crimea alla conferenza di Yalta tra Roosevelt, Churchill e Stalin).

Dopo la cacciata di Ianukovich e la salita al potere a Kiev da parte dell’opposizione nazionalista (che ha incassato il sostegno americano), in Crimea sono tornate alla luce le minacce separatiste da parte dei russofoni. Giovedì mattina a Sinferopoli, capitale della regione autonoma della Crimea, uomini armati pro-Russia aveva preso possesso della sede del parlamento e del governo locale issando la bandiera russa sulla facciata dell’edificio (foto by InfoPhoto). Secondo il politologo ucraino Pavel Nuss, il blitz servirebbe a garantire il trasferimento dei reparti militari russi a Sebastopoli.

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