La fine della recessione è vicina ma la mancanza di occupazione resterà uno dei principali limiti per una ripresa definitiva dell’economia italiana. A rivelarlo è l’Istat nella sua analisi mensile. Come illustra l’istituto di statistica:

“La fase di contrazione dell’economia italiana è attesa arrestarsi nei prossimi mesi, in presenza di segnali positivi per la domanda interna, ma le condizioni del mercato del lavoro rimangono difficili, con livelli di occupazione stagnanti e tasso di disoccupazione in crescita”.

Nemmeno il prezzo del petrolio in calo avrà un effetto positivo rilevante sull’economia interna. Il PIL è in calo dello 0,1%. Una flessione causata dalla crisi del settore manifatturiero che chiude l’anno a -0,6% e dalle difficoltà del settore edile a -1,1%.

Il fatturato industriale fa invece registrare una lieve crescita, attestandosi a +0,4%. Uno spiraglio di ripresa aperto grazie alle vendite sul mercato nazionale, in aumento dello 0,7% e alle esportazioni nei Paesi dell’Unione Europea. In calo invece l’export nei Paesi extra-UE che fa segnare un -1,8%. I mercati asiatici sono infatti in affanno e hanno limitato le importazioni di beni dall’Italia.

Per il manifatturiero e il commercio al dettaglio la situazione resta invariata. Preoccupante invece la situazione sul fronte occupazionale. Anche se il ricorso effettivo alla cassa integrazione è diminuito, nel mese di ottobre il tasso di disoccupazione è tornato a crescere, raggiungendo il 13,2%. L’occupazione è calata dello 0,2%.

Gli italiani in cerca di un’occupazione sono aumentati del 5,8% mentre la percentuale di disoccupati in cerca di prima occupazione è aumentata del 17,6%. Ben il 62,3% dei disoccupati italiani è senza lavoro da oltre un anno. Una situazione di stagnazione che paralizza i consumi, frenando la ripresa dell’economia e alimentando un clima di sfiducia generale nella ripresa. I disoccupati che non riescono a ricollocarsi subito dopo la perdita del posto di lavoro secondo l’ISTAT vengono snobbati dalle imprese. Soprattutto nelle regioni meridionali, la mancanza di una ricollocazione per le persone rimaste senza impiego sta facendo aumentare a dismisura il tasso di disoccupazione.

Foto: CGIL via Facebook