Strano a dirsi. Tra il 2013 ed il 2014 per gli italiani non è cambiato un granché. Ma comunque secondo l’Istat è salita la percentuale degli italiani soddisfatti della propria situazione economica – siamo passati dal 40,1% del 2013 al 43,4% del 2014. Questo miglioramento non ci deve far dimenticare che comunque più della metà degli italiani – esattamente il 54.6% non è soddisfatta di quanto guadagna.

Il nostro istituto statistico rileva anche la presenza di “un aumento significativo della percentuale” delle “famiglie che giudicano tali risorse adeguate (dal 48,6% al 52,5%) e una diminuzione altrettanto significativa della quota di famiglie che le ritiene scarse (dal 42,3% al 39,2%)”.

Se si vuole tradurre queste cifre in un voto, secondo gli italiani la loro condizione di vita si può riassumere in un 6,8. Lo stesso voto che gli italiani avevano dato alle loro condizioni di vita nel 2013 e nel 2012. Una stabilizzazione che è arrivata dopo una discesa – nel 2010 era pari a 7,2. E ovviamente il voto medio nasconde differenze tra il Nord – il cui voto medio è 7 – ed il Sud – dove invece si scende a 6,5.

Intanto arrivano dati negativi dall’industria italiana di settembre: siamo da -2,2% nei confronti del mese di settembre dell’anno passato. Se si fa un confronto invece su agosto c’è da registrare un -0,4%. Un risultato che è dovuto ad un aumento del mercato interno +0,1% e ad un calo dell’1,4% su quello estero.

Il medico discorso vale per le commesse: la flessione totale (-1,5%) è il risultato di -2% estero, mentre il mercato italiano scende “solo” dell’1,2%.

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