Si chiama Prosperity Index, è come potete intuire è un indice che misura la prosperità di 142 Stati del mondo. Lo ha creato il think tank londinese Legatum Institute partendo dai sondaggi Gallup World Poll. Un’altra classifica insomma, e come al solito l’Italia non ci fa una bella figura. 37° in classifica, dietro Costa Rica e Kuwait – e davanti Israele, ma solo per l’instabilità geopolitica del paese -, l’unico paese dell’Europa occidentale (insieme alla Grecia) ad essere fuori dalla Top 30.

Tra il 2009 ed il 2014, il Belpaese ha perso undici posizioni – cinque solo nell’ultimo anno. Perché? Il quadro che traccia il Legatum Institute racconta alcune cose ovvie, come le pessime condizioni dell’economia, il calo dei risparmi e l’aumento della disoccupazione, a cui bisogna aggiungere un basso livello di esportazione di beni tecnologici e un livello di crediti in sofferenza tra i più alti d’Europa.

Ma d’altra parte mette in luce altri aspetti di cui si parla meno. Come il fatto che gli italiani vivano un momento di grande pessimismo – siamo al 134° posto su 142° paesi -, che porta con sé la sfiducia verso tutto, dalla politica alle istituzioni finanziarie, e che fanno sì che solo il 3,1% degli italiani pensi che l’Italia sia un buon paese per trovare lavoro – una percentuale inferiore si registra solo in Grecia.

Al pessimismo ovviamente non sfugge la politica: solo il 16% della popolazione approva le politiche governative (siamo penultimi in Europa e 129° al mondo), anche perché l’89,8% degli italiani pensa che il sistema politico ed economico sia flagellato dalla corruzione.

Le difficoltà economiche ed il diffuso pessimismo producono ovviamente degli effetti, come la diffusa intolleranza verso gli extracomunitari – in Europa fa peggio di noi solo la Grecia -, l’aumento dei furti, la perdita di forza di un fenomeno come il volontariato, ed infine una diffusa preoccupazione – ben il 66% degli intervistati – verso il futuro.

Non tutto è da buttare. Gli italiani restano i più longevi d’Europa, quelli che hanno meno problemi di salute, e quelli che -nonostante il pessimismo – al 92% si dicono fiduciosi nel prossimo. E nonostante tutto siamo sempre il paese europeo con il maggior numero di matrimoni.

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