L’allarme arriva dalle Acli, le Associazioni cristiane dei lavoratori italiane: secondo recenti statistiche in seguito alla crisi economica il 7% della popolazione di Roma, pari all’incirca a 200mila persone, può permettersi un pasto adeguato ogni due giorni.

Il 4% dei cittadini romani, ovvero 114mila persone, vivrebbe invece al di sotto della soglia della povertà.

Un dato sinistramente ironico, se si pensa che Milano e l’Italia intera quest’anno ospiteranno l’Expo dedicato proprio al tema del cibo e della nutrizione.

Ma le Acli denunciano come il problema non derivi solo dalla povertà indotta dalla della crisi, quanto piuttosto dallo spreco: solo a Roma, infatti ogni giorno vengono buttate circa 20 tonnellate di pane, pari al 10% di quanto prodotto.

Per questo motivo è stato lanciato il progetto “Il pane a chi serve”, grazie al quale alcuni volontari raccolgono il pane del giorno precedente e lo distribuiscono, tramite le reti di solidarietà, a tutti coloro che si trovano in condizioni di necessità.

Nonostante questi sforzi, che coinvolgono 15 panifici e 60 associazioni di solidarietà, per ora risulta che la distribuzioni quotidiana tocchi solo 1 tonnellate di pane. Il progetto viene rilanciato all’attenzione del pubblico proprio oggi, in occasione della Giornata dedicata alla prevenzione dello spreco alimentare.

Secondo Mario Marazziti, che nel 2014 ha stilato il rapporto citato in apertura per la comunità di Sant’Egidio, non solo questi dati sono confermati dall’attuale situazione, ma il numero di persone bisognose sarebbe in crescita.

E stando all’esperienza dell’associazione il tessuto sociale coinvolto nel processo di depauperamento
sarebbe sempre più ampio, arrivando a toccare poveri insospettabili, tra cui molti padri di famiglia, nonché numerosi anziani.

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