La tradizionale conferenza stampa di fine anno di Vladimir Putin che si è tenuta oggi ha gettato nuova benzina sul fuoco della crisi Russia Turchia.

A gettare nel panico il personale diplomatico è stata infatti una dichiarazione del Presidente Russo, il quale ha ipotizzato che l’abbattimento del jet che ha dato via all’attuale stato di cose potrebbe essere stato un atto inteso dalla Turchia come un favore agli Stati Uniti.

Rispondendo a un giornalista Putin ha tenuto a precisare di essere all’oscuro di tutti i dettagli, così come ritiene ignari gli USA: “Abbattendo un bombardiere russo nella zona di confine tra Turchia e Siria forse Ankara voleva fare cosa gradita agli Usa. Noi non lo sappiamo, ma se qualcuno dei vertici turchi ha deciso di compiacere gli americani non so se abbiano fatto una cosa giusta o meno. Non so assolutamente se gli americani abbiano bisogno di ciò in questo momento”.

Sono molto dure le parole di chiusura di Putin nei confronti della Turchia, verso la quale non sussiste al momento nessuna prospettiva di cooperazione. A inasprire il tutto anche la denuncia di un progressivo processo di “islamizzazione del Paese”, qualcosa che, per usare le parole del politico, “farebbe rivoltare nella tomba Ataturk”.  Rifiutata in toto l’ipotesi di un incidente, visto che la Turchia si è rivolta immediatamente alla Nato, “usata come uno scudo”, invece di chiudere scusa nel caso si fosse trattato di un evento accidentale (al contrario definito ancora una volta “un gesto ostile”).

Sul fronte siriano Putin ha confermato la continuazione delle operazioni militari sino alla fine della crisi politica, sempre sostenendo l’iniziativa degli Stati Uniti con tanto di risoluzione da portare al Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Nessuna concessione su Bashar al-Assad, in quanto la Russia non è disposta ad accettare un governo siriano imposto dall’esterno. Putin è invece disposto alla cooperazione con gli USA per quanto riguarda la creazione di una piattaforma per delle nuove elezioni in Siria: nel futuro del Paese, infine, non è indispensabile la presenza sul posto dei russi, visto che la distanza permetterà di colpire con i propri missili eventuali bersagli ostili.