Crisi Russia Turchia: rapporti sempre più tesi tra i due Paesi, che stanno passando dalle dichiarazioni diplomatiche del caso a veri e propri avvertimenti minacciosi.

La comunicazione diretta tra i due presidenti Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdoğan si è interrotta dopo il rifiuto di quest’ultimo di porgere le proprie scuse per l’incidente dell’abbattimento del jet russo che avrebbe sconfinato in territorio turco.

Il leader turco ha infatti cercato di raggiungere telefonicamente il suo omologo russo a circa 6 – 8 ore di distanza dall’accaduto, ma a quanto sembra la sua richiesta di un colloquio è stata bloccata senza troppe spiegazioni. Ugualmente inutile anche la proposta di un incontro tra i due durante la Conferenza Onu che si terrà il 30 novembre per discutere della situazione climatica: Putin sarebbe stato informato ma per ora non c’è stata risposta.

Erdogan ha dunque perso la pazienza e oggi è passato al contrattacco, con dichiarazioni di fuoco che lasciano agevolmente intendere l’inasprimento dei rapporti diplomatici tra i due Paesi: “Avvisiamo cordialmente la Russia di non scherzare col fuoco. Dare il proprio supporto al regime di Assad in Siria, che ha ucciso 380 mila persone, significa giocare col, fuoco. Colpire gruppi di opposizione investiti di legittimazione internazionale con il pretesto di combattere contro l’Isis significa giocare col fuoco. Fare uso di un incidente, nel quale il mondo intero riconosce attribuisce la ragione alla Turchia, per tormentare i nostri cittadini che si trovavano in Russia significa giocare col fuoco. Bombardare irresponsabilmente mezzi presenti nella regione per ragioni commerciali o umanitarie significa giocare col fuoco“.

La Russia non è restata con le mani in mano e, a parte il dispiegamento di batterie di missili ad ampio raggio nelle sue basi in Siria, ha già preso altre misure di carattere economico-amministrativo. Dall’inizio dell’anno prossimo sarà infatti richiesto un visto per tutti i cittadini turchi che vorranno entrare in Russia, ritirando così il regime visa-free finora in vigore.

Mosca ha poi annunciato di stare esaminando la possibilità di istituire sanzioni economiche contro Ankara riguardanti il settore finanziario, doganale, lavorativo e tutti gli investimenti previsti: tra questi molto importanti il progetto di un gasdotto turco e la costruzione della centrale nucleare di Akkuyu.

Nel frattempo è stata denunciata la non conformità agli standard sanitari del 15% dei prodotti importati dalla Turchia e inoltre un gruppo di 50 imprenditori turchi è stato trattenuto con la motivazione di aver dichiarato il falso riguardo al motivo della loro visita in Russia. La Russia ha poi lanciato un appello ai suoi cittadini presenti su suolo turco affinché lascino il Paese ed è stato annunciato il proposito di uno stop a tutti i voli diretti in Turchia, con conseguente forte limitazione del turismo.