Crisi Russia Turchia: la situazione si aggrava dopo che entrambi i Paesi hanno prodotto prove contrastanti riguardanti gli eventi che hanno portato all’abbattimento di un jet russo che avrebbe sconfinato nei territori turchi nel corso di un’operazione bellica in Siria.

Stando a Erdogan il problema del passaggio non autorizzato di aerei da guerra russi nello spazio aereo turco sarebbe già stato segnalato in passato, senza alcun riscontro; il pilota che ha proceduto all’abbattimento del bombardiere russo afferma di aver mandato dieci messaggi di avvertimenti in circa cinque minuti.

A questa testimonianza si oppongono le parole dell’unico pilota russo sopravvissuto tra i due, Konstantin Murakhtin, il quale è riuscito a eiettarsi dal mezzo prima dell’esplosione (l’altro è stato ucciso da forze ribelli siriane). Il militare è stato recuperato da soldati russi in cooperazione con l’esercito governativo siriana e ha raggiunto una base aereo utilizzata dall’esercito sovietico.

Interrogato sull’accaduto il capitano ha affermato di non aver ricevuto una tale mole di avvisi, sopratutto in un lasso di tempo così ristretto, e ha poi confermato di conoscere bene l’area su cui volava, ritenendo di non aver mai sconfinato.

A dividere i due Paesi sono anche le rotte fornite dai radar in dotazione dei rispettivi eserciti, che divergono proprio per il particolare dell’entrata in territorio turco. Il premier Ahmet Davutoglu ha cercato di stemperare la tensione cercando di evitare una escalation e proponendo al contempo il proprio aiuto alla Russia nella ricostruzione della dinamica dell’incidente.

Il presidente Erdogan si è invece mostrato più pronto a mostrare i denti: “La Turchia non ha mai fatto nulla per alimentare le tensioni e le crisi, ma ha sempre preferito la pace e il dialogo e lo farà sempre. Tuttavia nessuno deve credere che restiamo in silenzio nel momento in cui la sicurezza dei nostri confini e la nostra sovranità vengono messe in pericolo”.

Nella giornata di ieri Putin aveva apertamente parlato di un appoggio della Turchia ai terroristi dello Stato Islamico, definendo l’abbattimento del jet “un atto pianificato”. Il presidente russo non ha però escluso la possibilità che possano esserci altri incidenti, dopo i quali sarà lecito aspettarsi una reazione. Putin ha poi confermato di voler continuare con i raid necessari a debellare l’Isis, anche se in prossimità del confine turco.

Il Ministero della Difesa ha quindi annunciato il trasporto di una batteria di missili antiaerei S-400, dotati di una gittata di 400 km, nella base di Khmeimim dove era stato portato il pilota superstite. Un gesto di sfida molto significativo che rischia di incrinare ancora più i fragili rapporti tra i due Paesi.