Un passo avanti, uno indietro. Le decine di morti negli ultimi giorni hanno evidentemente consigliato a Vladimir Putin di non premere troppo l’acceleratore sullo smembramento dell’Ucraina. Il presidente della Russia ha quindi annunciato, durante un incontro a Mosca col presidente dell’Osce Didier Burkhalter, di aver chiesto ai separatisti delle autoproclamate repubbliche del Donetsk e del Lugansk di rinviare i referendum dell’11 maggio nei quali, così come avvenuto in Crimea, si dovrebbe avviare la separazione dall’Ucraina.

Putin (foto by InfoPhoto) ha fatto sapere anche di aver sollecitato “Un dialogo diretto tra le autorità di Kiev e gli abitanti dell’Ucraina sud-orientale“. Proseguendo nella parte della colomba, il capo del Cremlino ha inoltre comunicato che la Russia ha ritirato le proprie truppe dalla frontiera con l’Ucraina. “Il ripiegamento è facilmente verificabile con i moderni mezzi di ricognizione. Dallo spazio si vede tutto“. Ma gli americani non ci credono. Uno dei portavoce della Casa Bianca di Washington (ce n’è una anche a Mosca), tale Josh Earnst, ha dichiarato alla rete televisiva Abc: “Non abbiamo visto alcun cambiamento. Al momento non ci sono prove di un ritiro russo dalla frontiera ucraina“.