In Grecia la crisi si fa sentire su tutti i settori.

È di questi giorni la notizia di un possibile stop dei traghetti che collegano le varie isole, a partire da settembre.

I responsabili delle varia compagnie fanno sapere infatti che i costi eccessivi di carburante e manutenzione non permettono più la sussistenza.

Il prezzo del carburante è infatti cresciuto del 63% in quest’ultimo anno, il che significa che se il costo di una tonnellata di gasolio, impiegato come carburante, è attualmente di 594 euro, un anno fa era di 480 euro e due anni fa di 380.

200 euro per ogni tonnellata in due anni, e questo per le imbarcazioni tradizionali.

Per quelle ad alta velocità invece si è passati da 480 euro per tonnellata di gasolio nel 2010, a 675 nel 2011 fino agli attuali 783, addirittura 300 euro in più.

È palese dunque quanto sia difficile mantenere attivi tutti i trasporti.

Inoltre gli introiti sono anche calati, si parla di un -15% rispetto all’anno scorso, il che rende la situazione ancora più complessa.

Aumentare le tariffe del biglietto non serve a nulla, spiegano gli stessi responsabili delle compagnie, ogni volta che il prezzo è stato incrementato, è stato registrato un calo negli introiti.

Lo Stato da parte sua non sta facendo molto, anche perché, forse, molto non può fare, vista la situazione attuale.