La cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese François Hollande sono in missione a Mosca da Vladimir Putin. L’obiettivo è quello di cercare chiudere la crisi Ucraina. Il primo obiettivo che intendono raggiungere è quello di chiudere “il più presto possibile” lo spargimento di sangue in corso.

Secondo il presidente ucraino Petro Poroshenko non “ci sarà alcuna soluzione militare di questo conflitto“, e d’altra parte però non si vede “alcun segnale di una svolta imminente” alla crisi Ucraina – questa colta le parole sono di un portavoce della cancelliera.

I separatisti filorussi in cinque mesi hanno guadagnato 500 chilometri quadrati di territorio. E per questo il vicepresidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha lanciato un monito alla Russia che “invia mercenari e blindati” nell’est Ucraina: non può “riscrivere la mappa dell’Europa“. E visto che l’Ucraina “lotta per la sua sopravvivenza” – sono sempre le parole di Biden -, la Nato “ha promesso” una forza di intervento rapida di 5.000 militari in caso di “aggressione russa“.

I due leader europei intendono presentare al capo di Stato russo un piano per fermare l’escalation del conflitto nell’Est dell’Ucraina. Difficile che anche se si arrivi ad un esito positivo si possa chiudere la faccenda in poco tempo. E d’altra parte l’offensiva diplomatica, ha avvertito il titolare dell’Eliseo, non sarà “prolungata all’infinito“.

Un’ultima annotazione: la Merkel ha smentito le indiscrezioni circolate sul quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung, secondo cui il piano di pace presentato dai due per risolvere la crisi Ucraina preveda delle concessioni territoriali ai ribelli filo-russi.

Accanto alla diplomazia ci sono da registrare i venti di guerra, l’ex segretario Nato Rasmussen, ha dichiarato al quotidiano inglese Telegraph  che un attacco russo ad un paese baltico sarebbe “altamente probabile”. L’obiettivo sarebbe quello di mettere alla prova la determinazione della Nato a rispettare l’impegno alla difesa collettiva, intervenendo al fianco dell’alleato.