C’hanno provato ma non si fanno grosso illusioni su una risoluzione della crisi Ucraina. E così mentre il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskovi, ha detto che il colloquio tra Merkel, Hollande e Putin è stato “concreto e costruttivo” e annunciato la “preparazione” di un futuro piano di pace che includa le proposte franco-tedesche e quelle dei presidenti di Russia e Ucraina, la cancelliera Angela Merkel si rifugia dietro le parole, affermando che “dopo i colloqui di ieri posso dire che è incerto che questi abbiano avuto successo, ma ha certamente avuto valore il tentativo“, e che “la sicurezza in Europa è con la Russia e non contro la Russia“. Più o meno sulla stessa linea, anche se più disilluso, il presidente francese François Hollande: “era l’ultimo tentativo. Se non riusciamo a trovare un accordo sappiamo che c’è un solo scenario all’orizzonte… E si chiama guerra“.

Quasi cinque ore di faccia a faccia a porte chiuse e senza delegazioni avrebbe quindi portato al nulla. Si continua a parlare degli accordi di Minsk in preparazione, ma questi patti vengono in pratica violati da entrambe le parti dal mese mese di settembre.La diplomazia cerca di andare avanti – i tre leader dovrebbero sentirsi domani, nel corso di una conference call a cui parteciperà anche il presidente ucraino Petro Poroshenko, ma la situazione si sta facendo sempre più pesante.

Secondo il comandante supremo della Nato, Philip Mark Breedloveè un errore escludere l’intervento militare in Ucraina“. Alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco questo generale della US Air Force Breedlove, ha chiarito. La sua posizione: non vuole inviare truppe di terra, ma armi. Aiuti insomma, e non un intervento diretto. Per lui le proposte del presidente russo “sono completamente inaccettabili“.

Per fortuna è stata decisa una tregua sul fronte caldo di Debaltseve, 40 chilometri a nordest della roccaforte ribelle di Donetsk. Stop ai combattimenti che è servito per evacuare tremila civili – 700 bambini e 60 disabili – da Debaltsevo, Avdiivka e Svitlodar.