I toni dello scontro, sia verbale che militare, diventano sempre più accesi. L’esercito dell’Ucraina ha attaccato le postazioni dei ribelli filo-russi a Sloviansk, città vicina al confine orientale, da diversi giorni in mano ai separatisti. Gli ultimi scontri hanno registrato sette morti. Ma il Governo di Kiev ha rinunciato ad andare oltre, perché la minaccia di un’invasione da parte della Russia sembra sempre più seria (foto by InfoPhoto). Dopo aver definito “un crimine grave” l’intervento armato ucraino contro i ribelli, Putin ha annunciato nuove esercitazioni militari al confine.

Gli Stati Uniti mantengono la linea dura con Mosca. Il segretario di Stato John Kerry ha tuonato: “Mosca deve scegliere, il mondo è pronto ad agire contro la Russia“. Il titolare della politica estera dell’amministrazione di Barack Obama ha aggiunto: “E’ chiaro che solo una parte sta mantenendo gli impegni presi a Ginevra. Il governo dell’Ucraina ha avviato passi sull’amnistia e nel proteggere le etnie. La Russia invece sta cercando di sabotare la democrazia con l’intimidazione“.

Ma Vladimir Putin non si scompone e lancia a sua volta un avvertimento: “Se il regime attuale a Kiev ha veramente iniziato ad usare l’esercito contro il popolo, si tratta di un crimine grave. È un’operazione di repressione che avrà conseguenze su coloro che prendono decisioni, in particolare sulle relazioni tra i governi“.