Mentre il premier ucraino Arsenij Jacenjuk era di ritorno dall’Italia con in mano la penna regalategli da Papa Francesco “Per firmare la Pace”, ha così ammonito il pontefice, il suo governo chiudeva i rubinetti dell’acqua alla Crimea.

Già nei giorni scorsi le forniture idriche erano state drasticamente ridotte intanto la tensione ai confini dell’Ucraina non accenna a stemperarsi, gli osservatori Osce sono ancora trattenuti dei filo-russi, accuse reciproche continuano ad alimentare una situazione che si mette sempre peggio. (foto by InfoPhoto)

Il G7 ha espresso la sua “profonda preoccupazione per i continui sforzi dei separatisti appoggiati dalla Russia di destabilizzare l’est dell’Ucraina” e ha deciso nuove sanzioni contro la Russia, “C’è l’impegno a prendere ulteriori misure per assicurare un contesto stabile e pacifico per le elezioni presidenziali del 25 maggio. Ci muoveremo rapidamente per imporre nuove sanzioni sulla Russia. Data l’urgenza di assicurare un voto di successo e democratico nelle elezioni presidenziali del prossimo mese in Ucraina. Il G7 si impegna a intensificare sanzioni mirate e aumentare i costi per le azioni della Russia”, recita una nota del G7.

Il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, in una telefonata con il segretario di Stato Usa, John Kerry, ha chiesto la fine dell’operazione militare contro i manifestanti filo-russi nel sud-est ucraino.