Nulla di fatto nei lunghi colloqui tra Ucraina e Russia tenuti a Bruxelles per la partita realmente importante, cioè quella sul gas. Con l’Europa (e Italia in particolare) vittima in attesa di essere colpita, fra qualche mese quando tornerà il freddo. La Russia vuole il pagamento di una bolletta da 1,47 miliardi di dollari, per le forniture di gas consegnate da parte del colosso Gazprom all’azienda energetica ucraina Naftogaz a novembre e dicembre 2013.

Fra poco chiederà altri 500 milioni per le forniture di aprile e maggio 2014. Nessun accordo nemmeno sul prezzo. Poiché attraverso l’Ucraina passa anche il gas diretto verso gli altri paesi dell’Unione europea, Italia inclusa, non va dimenticato che un’interruzione delle forniture provocherebbe seri problemi anche a noi.

Inoltre c’è anche il problema recente della Bulgaria, altro segnale d’inconsistenza dell’Unione europea verso le esigenze concrete dei suoi cittadini e di totale dipendenza dagli Stati Uniti nei rapporti con le vere potenze mondiali. Proprio per poter evitare di attraversare l’Ucraina (il 2 gennaio 2006 una crisi simile provocò un calo delle forniture in Europa tra il 24 e il 30%; l’Eni aveva scorte di gas per soli 15 giorni), da tempo è in progetto la costruzione di un altro gasdotto verso l’Europa, chiamato “South Stream“.

Viene gestito da Gazprom ed Eni; partirà dalla Russia, attraverserà il Mar Nero, poi Bulgaria, Grecia e Italia; proseguirà infine verso Serbia, Ungheria, Slovenia e Austria. L’appalto per la costruzione del gasdotto nel tratto bulgaro è stato affidato ad un consorzio guidato dalla società russa Stroytransgaz; tale società è oggetto di sanzioni da parte degli Stati Uniti, decise in seguito alla crisi sulla Crimea.

E qui il presidente uscente (che non uscirà mai troppo presto) della Commissione europea José Manuel Barroso ha dimostrato una volta di più che le regole dell’Unione europea vanno contro gli interessi dei cittadini europei: il capo portoghese della Commissione ha annunciato una procedura d’infrazione contro la Bulgaria per irregolarità negli appalti del South Stream.

Così la Bulgaria ha deciso d’interrompere la costruzione del gasdotto. Comandano dunque gli americani e i russi. Gli Stati Uniti sono pieni di giacimenti di shale gas. La Russia ha appena stretto un gigantesco accordo di fornitura con la Cina. E noi restiamo senza gas. Non sarà sempre estate.