Continuano senza sosta gli scontri nell’Ucraina dell’Est (foto by InfoPhoto). In diverse città il livello di allerta è altissimo: a Odessa un posto di blocco nazionalista è stato attaccato con una granata che ha ferito sette persone. A Sloviansk, roccaforte dei filorussi, i separatisti hanno bloccato un pullman con a bordo osservatori militari europei che viaggiavano con l’Osce (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) e accusati di nascondere una spia del governo di Kiev: tredici le persone sequestrate, quattro tedesche; secondo il ministero dell’Interno di Kiev si troverebbero “in una sede locale dei servizi di sicurezza”, in uno degli edifici in mano ai ‘ribelli’.

Un lanciagranate ha colpito e incediato un elicottero governativo fernedo leggermente il pilota mentre, secondo il Pentagono, caccia russi avrebbero violato lo spazio aereo dell’Ucraina nelle ultime 24 ore. Stati Uniti ed Europa sono pronti, a partire da lunedì, a varare nuove sanzioni contro Putin, sempre accusato di non voler disarmare le milizie indipendentiste: “La Russia non ha preso alcuna azione concreta a sostegno dell’accordo di Ginevra” afferma il G7 in un comunicato ribadendo la sua “forte condanna per il tentativo illegale di annettere la Crimea e Sebastopoli” e ribadisce il “suo impegno a prendere ulteriori misure per assicurare un contesto stabile e pacifico per le elezioni presidenziali del 25 maggio”.

Il governo di Mosca respinge le accuse e contrattacca sostenendo che è Kiev a scagliare l’esercito contro i cittadini appoggiati anche dai media russi secondo cui la città è ostaggio dei nazisti nazionalisti. Le milizie filorusse smobiliteranno solo se il governo sgombrerà Kiev, afferma la Russia. Intanto la “campagna ucraina” si fa sempre più costosa per la Russia: la Banca centrale ha aumentato di mezzo punto il tasso di sconto (7,5%) mentre l’agenzia di rating, Standard e Poor’s, ha abbassato il rating sovrano sull’affidabilità creditizia del Paese dal livello BBB a BBB.

L’economia russa ha già subito diversi danni, come ha ammesso Putin, e non si arrestano la la fuga di capitali e il costo dell’indebitamento per le aziende. La Casa Bianca sta pensando anche di intervenire sul settore petrolifero che dipende fortemente dai partner stranieri ma il ministro delle Risorse naturali Sergey Donskoy ha avvertito: “Chi se ne va dalla Russia non potrà tornare nel prossimo futuro”. Dalla parte opposta preoccupano le affermazioni del premier ucraino ad interim, Arseni Yatseniuk, citato dall’agenzia russa Interfax: “La Russia vuole la terza guerra mondiale”.

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