La tensione in Ucraina sta raggiungendo la soglia di guardia: secondo quanto riferito dalla NATO, le truppe russe avrebbero oltrepassato i confini statali e il rischio di una recrudescenza delle ostilità è sempre più alto. Così Phili Breedlove, comandante delle forze del patto atlantico in Europa: “Abbiamo osservato ciò che ha osservato anche l’Osce, ovvero carri armati, artiglieria, sistemi di difesa aerea e truppe da combattimento russe che entrano in Ucraina“. Dal Cremlino filtrano smentite: il generale Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa di Mosca, ha definito “infondate” le accuse; ma la controparte ucraina, il ministro Stepan Poltorak, ha dichiarato che l’esercito di Kiev si sta preparando a combattere.

Nei giorni scorsi era stata l’OSCE, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, a lanciare simili allarmi alla Casa Bianca e al governo ucraino, avvertendo dei preparativi per una nuova offensiva da parte dei separatisti filorussi. In particolare, l’OSCE aveva segnalato lo sconfinamento di 43 veicoli militari nei pressi della città di Donetsk, in mano ai ribelli. “Il livello della violenza nell’Ucraina orientale sta crescendo“, ha dichiarato ieri Michael Bociurkiw, osservatore dell’OSCE, “e il rischio di un’escalation è sempre più concreto“.

Su pressione degli Stati Uniti, è stata convocata una seduta d’emergenza del Consiglio di sicurezza dell’ONU, che inizierà questa sera alle ore 20.30 (orario italiano). L’amministrazione Obama ha avvertito la Russia che un’aggressione violerebbe il cessate il fuoco siglato lo scorso 5 settembre a Minsk, ma al momento non sembra intenzionata a calcare la mano per ciò che riguarda la possibilità di nuove sanzioni contro il Cremlino.