Mentre all’Aja i grandi del pianeta, tranne naturalmente la Russia (esclusa lunedì dal G8), discutono sulle strategie da adottare in merito alla crisi in Crimea, il leader storico dell’opposizione filoeuropeista dell’Ucraina, Yulia Tymoshenko (foto by InfoPhoto), finisce nell’occhio del ciclone in seguito alla pubblicazione su Youtube di una telefonata in cui la stessa Tymoshenko si lascia andare a frasi di violenza inaudita nei confronti del nemico Vladimir Putin e dei russi d’Ucraina.

La telefonata tra la pasionaria della Rivoluzione Arancione del 2004 e il politico Nestor Shufrych risale a una settimana fa, due giorni dopo l’esito del referendum in Crimea, ed è assolutamente autentica, per quanto la Tymoshenko sostenga che sia stata in parte manipolata. Ecco la trascrizione dei passi più scottanti:

Vedi, io sono pronta a imbracciare un mitra e a sparare in testa a quel figlio di puttana (Putin, ndr). E’ tempo che prendiamo le armi e facciamo fuori questi dannati russi e il loro capo (sempre Putin, ndr). Se ci fossi stata io là, non avrebbero avuto alcun cazzo di modo di prendersi la Crimea. Avrei trovato un modo per ammazzare quegli stronzi. E userò tutti i mezzi a mia disposizione per far sì che il mondo si sollevi contro la Russia affinché non gli rimanga nemmeno la terra bruciata. E gli 8 milioni di russi che vivono in Ucraina li farei fuori con le armi nucleari“.

Il bue che dà del cornuto all’asino, e viceversa.

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