Hanno destato molta indignazione in tutto il mondo le foto dei dieci cristiani crocifissi ad opera dei ribelli jihadisti anti-Assad di ISIS a Raqqah, in Siria, perché si rifiutavano di rinunciare alla loro fede.

“Ho pianto quando ho visto sui media i cristiani crocifissi in un certo Paese non cristiano” ha detto un commosso Papa Francesco durante le Omelie di Santa Marta delle 7 di mattina.

Il pontefice di prepara così al prossimo viaggio, a fine maggio, in Medio Oriente, con la testimonianza fatta di recente da una religiosa siriana, suor Raghida, ripresa dalla Radio Vaticana e dall’Avvenire che ha raccontato alcuni cristiani del suo Paese che sono stati crocifissi per aver rifiutato di abiurare il loro credo e abbracciare l’Islam.

La suora ha denunciato apertamente le atrocità commesse dai ribelli jihadisti nelle città e nei villaggi da loro occupati.

Il Papa ieri ha detto: “Anche oggi c’è questa gente che, in nome di Dio, uccide, perseguita. Ci sono tanti padroni delle coscienze”. Francesco ha poi indicato “la gioia dei martiri cristiani”. “Oggi ce ne sono tanti! Pensate che in alcuni Paesi, soltanto per portare il Vangelo, vai in carcere. Tu non puoi portare una croce: ti faranno pagare la multa. Ma il cuore è lieto”.

Francesco sarà a fine mese in Israele, Territori palestinesi e Giordania. Il Segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, ha detto sul viaggio: “La presenza del Papa in Terra Santa certamente sarà uno stimolo e un richiamo alla pace: questo l’hanno sempre fatto, i Papi, ogni volta che sono andati in Terra Santa. Sarà uno stimolo e un impulso anche al negoziato tra israeliani e palestinesi”.