Rosario Crocetta non ci sta alle accuse e alle richieste di dimissioni che gli sono state rivolte negli scorsi giorni e passa ora al contrattacco. Il governatore della Regione Sicilia ha infatti intenzione di chiedere 10 milioni di euro di risarcimento alla rivista L’Espresso, per aver pubblicato la discussa intercettazione che lo vedeva coinvolto.

Crocetta è finito al centro di un uragano mediatico e politico per via di una conversazione telefonica avuta con il suo medico e amico Matteo Tutino. Nel corso della conversazione intercettata, il primario dell’ospedale di Palermo Villa Sofia avrebbe detto, a proposito di Lucia Borsellino, figlia del magistrato Paolo, che: “va fatta fuori. Come suo padre”. Mentre Tutino pronunciava queste vergognose parole, dall’altro capo del telefono Crocetta avrebbe ascoltato senza ribattere niente.

Il condizionale è comunque d’obbligo, visto che l’esistenza di questa intercettazione viene messa in dubbio dalla procura di Palermo, che ha smentito l’esistenza delle frasi riportate dal settimanale all’interno di un fascicolo d’inchiesta. Dello stesso avviso Vincenzo Lo Re, il legale di Rosario Crocetta. L’avvocato ha così annunciato l’intenzione da parte del suo assistito di procedere contro L’Espresso.

Durante una conferenza stampa che si è tenuta a Palermo, Vincenzo Lo Re ha comunicato che: “A proposito della telefonata che non esiste si mette sullo stesso piano la dichiarazione del procuratore della Repubblica di Palermo e di tale Luigi Vicinanza, direttore dell’Espresso. Dopo la smentita della procura abbiamo deciso di procedere con un’azione civile risarcitoria chiedendo 10 milioni di euro a L’Espresso, ai due giornalisti che hanno redatto l’articolo e al direttore per omesso controllo”.

I giornalisti de L’Espresso dal canto loro si sono però difesi dichiarando che l’intercettazione incriminata farebbe parte dei fascicoli secretati dell’inchiesta.

Vincenzo Lo Re si è inoltre lamentato per la situazione mediatica che si è creata contro il suo assistito: “Crocetta che da una settimana viene contrabbandato sui media come un silenzioso concorrente morale dell’ipotizzato tentativo di rimuovere Lucia Borsellino dall’assessorato alla Sanità”.

L’avvocato di Crocetta ha poi aggiunto che: “Se questa intercettazione dovesse esistere, ma ne dubito fortemente, qualcuno, che si autodefinisce servitore dello Stato e che e invece è un depistatore, trovi il modo ufficiale di farla pervenire, anche in forma anonima. In mancanza di questo, l’intercettazione non esiste”.