Addio agli sms, gli utenti italiani non mandano più messaggi. Vi ricordate i vecchi sms? Fino a qualche anno fa spopolavano persino le promozioni estive per inviare fino a 100 messaggi al giorno (e qualcuno sforava persino il limite massimo, ndr). Negli ultimi anni sono in pochissimi gli italiani che continuano ad utilizzare il vecchio sistema di comunicazione, la vecchia – e sana – abitudine di un buon sms. La nuova tecnologia, vuoi Messenger vuoi Viber vuoi WhatsApp, ha rivoluzionato il modo di comunicare nel mondo.

Anzitutto dal punto di vista economico. Gli sms hanno un costo “notevole” a meno che non si usufruisca di promozioni o abbonamenti. WhatsApp, invece, no: nessun costo se non quello di internet. Ma chi, oggigiorno, non possiede una connessione dati – con abbonamento – sul cellulare? Insomma, usare WhatsApp non è solo una moda ma anche il metodo più veloce e gratuito per comunicare in tutto il mondo. E’, di fatto, l’applicazione preferita dai giovani e non solo.

Il vecchio sistema di comunicazione, i tanto amati sms, sono stati quasi totalmente soppiantati da WhatsApp: a dirlo è un rapporto trimestrale dell’Agcom nell’Osservatorio sulle telecomunicazioni. I dati parlano chiaro: l’invio di sms si è ridotto del 25% rispetto allo stesso periodo del 2015 mentre si registra un vero e proprio crollo se confrontato con il primo trimestre del 2012. Si tratta del -70%, una cifra record ed allarmante, segno che in pochissimi continuano ad inviare sms. Nel 2012 furono 23,5 miliardi i messaggini inviati contro i 6,6 miliardi di oggi.

Cresce, secondo il rapporto di Agcom, anche la banda ultralarga, soprattutto la fibra ottica e linee con velocità superiori ai 10 mega che volano al 31%. Tra le compagnie telefoniche che hanno ottenuto buoni risultati spiccano Wind, Telecom e Vodafone. Nel settore dei media italiani, invece, è in calo l’editoria mentre cresce internet. Nel primo trimestre del 2016, l’editoria ha perso il 37,9% contro il 13% dell’audiovisivo. Internet, invece, è cresciuto di oltre il 45%: gli italiani sono iper-connessi, leggono più su internet che sulle riviste in edicola.

Anche gli ascolti televisivi hanno subito una leggera flessione: Mediaset e Rai sono in leggero calo a vantaggio di Sky che rimonta nell’ultimo anno, anche grazie ai canali in chiaro sul digitale terrestre. Benissimo i canali targati Discovery che sono volati dall’1,8% del 2012 al 6,3% dello scorso marzo. Segno che la qualità, l’originalità e l’autorevolezza vengono premiati dai telespettatori, sempre più attenti e critici.