Dopo l’omicidio di un assicuratore di 69 anni, ammazzato per strada con un colpo di pistola alla testa, Milano si sveglia con un’altra macabra storia di cronaca nera. Una donna di circa 30 anni, le cui generalità non sono ancora note, è stata trovata morta “incaprettata” in un appartamento di piazzale Lagosta 1, nel quartiere Isola. La scoperta è stata fatta in serata da una pattuglia della polizia che stava effettuando una perquisizione a seguito di un arresto.

Stando alle prime ricostruzioni la vittima è una giovane dalla carnagione scura, tossicodipendente e senza fissa dimora. La ragazza sarebbe morta a causa della lenta asfissia dovuta all’incaprettamento. Il suo corpo esanime è stato rinvenuta in cucina con mani e piedi legati dietro la schiena e con un sacchetto in testa che nascondeva dei piccoli tagli sul viso.

La giovane frequentava da pochi giorni casa di Vincenzo Vergata, arrestato nel tardo pomeriggio di ieri per aver tentato con un cacciavite una rapina in un supermercato in via Porro Lambertenghi. L’uomo, un 56enne con precedenti per stupefacenti e rapine, è stato trovato in possesso di droga e di una bolletta che riportava l’indirizzo della sua abitazione di piazzale Lagosta dove la polizia ha poi trovato il cadavere della povera donna. Interrogato dalle forze dell’ordine, Vincenzo – tossicodipendente conosciuto in zona come “il drogato” – avrebbe pronunciato frasi poco chiare che non convincono gli investigatori.

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