La bellezza dell’universo internet è che la frase “Oggi vi parlo di“ non ha più senso. Le parole rimangono a svolazzare per i cieli internavigabili per giorni, mesi, anni. Da un certo punto di vista lo trovo affascinante.

L’immortalità dei pensieri, affidati al giusto sito. O anche a quello sbagliato. Con questo pezzo vi avrei voluto parlare di gentilezza inaspettata. Della gentilezza in cui inciampi per sbaglio, cadendo tra le bracce di un’estranea gentile, che ti accoglie nel suo mondo condividendo con te nient’altro che un hobby o una passione. Lo sanno bene i tifosi di calcio, che si ritrovano spalla a spalla con estranei che condividono con loro nient’altro che una passione devotissima per un’idea: il calcio appunto.

E stavo anche per cominciare a scrivere, raccogliendo le idee, raccogliendomi nei ricordi delle belle esperienze e dei ricordi che mi fanno sorridere. Ma twitter è intervenuto dall’alto. Anzi, un tweet in particolare. Un tweet polemico. Un tweet che mi ha fatto riflettere. Parole dette a vanvera e senza essere state soppesate nemmeno un secondo. Qualunquismo spinto e quasi pornografico su una branca del giornalismo troppo spesso vilipesa: la cronaca rosa. Io non sarò certo meno qualunquista, ovvia e banale in questo mio “spezzare una lancia” a favore della cronaca da paparazzo. Da inutile personaggio pubblico di minimo valore una riflessione vorrei farla, e condividerla. “Il web è condivisione” dice il Direttore, nei suoi rari momenti di lucidità. Bene, allora condivido. Medito e rifletto. La cronaca rosa è bollata come “materiale inadatto a qualsiasi tipo di lettura”. Assurdo se pensiamo che i contenuti non sono di certo a base di pornografia spinta inadatta a minori e ad anziani. La mia amica Nicoletta scrive per varie testate nazionali di gossip.

Spesso viene chiamata da qualche starlette sottostimata che le confessa intimi segreti con la speranza poi di vedersi dedicare almeno mezza paginetta in fondo al giornale. All’inizio pensavo fosse un atteggiamento patetico. Ed in effetti lo è. Per gli esperti “disturbo auto-onfaloscopico”. Parolone per definire un egocentrismo , un narcisismo e un istrionismo portati all’estremo. Ma questa pseudo psicosi è una salvezza. Salva migliaia di addetti ai lavori, perché ricordiamoci, dietro al mondo della cronaca rosa, ritroviamo migliaia di lavoratori: correttori di bozze, grafici, segretarie e appunto giornalisti. I quali spesso sono i primi a ridere di quello che raccontano, ma che raccontano bene, con dovizia di particolari quando la star di turno di confessa abbastanza, e con una forma impeccabile. Sono professionisti della parola, e per loro la parola “fa mestiere”. Sono spesso laureati, persone di cultura. Cosa strana, se sei l’amante di un ministro puoi urlarlo ai quattro venti con orgoglio. Se sei un giornalista che si occupa di questo devi evitare anche solo di sussurarlo: gli altri ti vedranno come un derelitto umano, morboso e pettegolo. Eppure questi costantemente insultati professionisti, mandano avanti la carriera di decine di showgirl, di attrici, di soubrette non meglio identificate. Le stesse che emettono comunicati stampa discutibili (es: mi sono lasciata col fidanzato e ora sono innamorata di una donna.) e che il giorno dopo rilasciano smentite su smentite. Le stesse che si lamentano della presenza di paparazzi sotto casa e che appena quest’ultimi smettono di seguirle, si ritrovano davanti al concretissimo rischio di venire gettate nel “dimenticatoio” e che si struggono di fronte a questa “mancanza di mediatiche attenzioni”. Questo tipo di giornalismo collabora direttamente e indirettamente al lancio di film, di programmi e di spettacoli. E dietro a questi film, a questi spettacoli, ci sono altre centinaia di persone: truccatori, parrucchieri, sarte, tecnici audio, maestranze di ogni genere. La forma della cronaca rosa è leggera, si presta alla chiacchiera da bar, non pretende di essere presa troppo sul serio. Confeziona storie, racconti diciamo, da fotoromanzo.

Inutili le assurde polemiche : “Il gossip ci distoglie dai veri problemi. Il paese va in malora, e noi pensiamo agli amorazzi di gente che manco conosciamo!”. Ma per favore, come se i problemi di paternità di Balotelli potessero davvero farci dimenticare elezioni, crisi di governo e scontento generale. Il gossip è un gioco, stuzzica la fantasia delle lettrici, che s’immedesimano nella star di turno. In estate le rivistelle incriminate regalano scatti nature di quasi tutte le “donne inarrivabili” da copertina , mostrando al mondo umanissimi difetti: celluliti galoppanti, seni rifatti, anoressia evidente, pance non esattamente piatte, braccia poco toniche. Il tempo passa per tutti, per alcuni un po’ più lentamente a seconda di quanto capiente risulta il portafoglio. La lettrice se la ghigna, tira un sospiro di sollievo, e gira pagina: coppia che scoppia, duplici amanti, ritiro di patenti causa assicurazioni scadute. Umanissime vicende simili alle sue. Rincuoranti da un certo punto di vista. Magari cambiano gli scenari, la star invece di essere cornificate con qualche babysitter dal viso angelico dal partner al bar sottocasa vengono pubblicamente umiliate su qualche red carpet, o su qualche dispersa isola del Pacifico dove, guarda caso, è spuntato un paparazzo come manco un fungo in Valtellina a Ottobre. La lettrice che non si vergogna di leggere della quotidianità degli altri se ne frega se quello che legge è o meno specchio di una qualche verità. I quotidiani di cronaca vivono in casa sua, la guardano tutto il giorno, l’angosciano con le loro più o meno discutibili verità. Un divertimento, nulla di più. Un filtro rosa su una realtà dai molti tratti neri. Come la cronaca. Quella nera.

(Foto Micol on Facebook)

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