È una storia agghiacciante quella che viene da Crotone e che vede vittima un ristoratore, prima ritenuto esponente di spicco delle cosche locali, poi divenuto collaboratore di giustizia. A raccontare la storia è il Corriere.it che ricostruisce il lento declino di questa attività commerciale a cui, in appena due mesi, sono arrivate 30 disdette per banchetti già prenotati da tempo. Come mai? Stupisce il tempismo che coincide, di fatto, con la volontà del ristoratore di pentirsi e di collaborare con lo Stato. Tra l’altro si tratta di un ristorante molto apprezzato anche dai clienti su TripAdvisor.

“Due o tre disdette possono capitare ma 30 sono il sintomo di una manifesta ostilità è il commento del responsabile del locale, ora posto sotto la tutela dello Stato che deve garantire la stabilità economica dell’attività e quindi anche dei dipendenti. “Succede ancora così al Sud e a me, che ho in gestione beni o aziende confiscate alla mafia, non è la prima volta che capita” ha aggiunto l’avvocato.

“Non nascondo che il nostro arrivo ha provocato delle difficoltà. Molti, per ostilità o per paura, ci hanno voltato le spalle. E così il ristorante, che viveva dei ricevimenti e dei banchetti di nozze, ha avuto un tracollo: 30 disdette in due mesi, pranzi che prevedevano di mettere a tavola ogni volta dalle 30 alle 50 persone. Tutto questo è avvenuto nella prima fase del nostro arrivo in Calabria, poi le condizioni sono migliorate e attualmente il locale è in piena attività” ha aggiunto. “Abbiamo deciso di andare avanti per chi lavora qui, che prima lavorava in nero e ora è assunto regolarmente” ha concluso l’amministratore nominato dallo Stato.