Sull’acceso dibattito sul rapporto tra magistratura e mondo politico, che negli ultimi giorni si è infiammato più che mai, è ora intervenuto il vicepresidente del Csm, il Consiglio Superiore della Magistratura. Giovanni Legnini ha voluto specificare quale dev’essere il comportamento delle toghe e ha dichiarato che la libertà di esprimere le proprie opinioni è inviolabile, però non dev’esserci un coinvolgimento diretto nelle campagne politiche.

Nel corso di un’intervista rilasciata a Sky TG24, il vicepresidente del Csm Legnini ha detto: “Politica e magistratura devono conseguire obiettivi ben distinti. Guardatevi bene dal fare politica con gli strumenti giudiziari. E viceversa”.

Quanto alle dichiarazioni, o presunte tali, del consigliere del Csm Morosini contro Renzi e a favore del No al referendum costituzionale previsto per il prossimo autunno, Legnini ha affermato che, se fossero vere, sarebbero “inaccettabili e dannose”.

Il vicepresidente del Csm ha comunque cercato di calmare le acque nel rapporto tra magistrati e politici: “Non c’è bisogno di un clima infuocato di reciproche accuse, che rischia di collocare in secondo piano il lavoro in corso per una giustizia efficiente. Una democrazia è forte se tutti i poteri sono forti e si rispettano”.

Quanto alla riforma della prescrizione, nei piani del ministro della Giustizia Andrea Orlando, Legnini ha detto che “è necessaria” poiché “non possiamo permetterci che 120mila processi muoiano. Circa il 10% dei processi si estinguono per la prescrizione in Italia, non si fa in tempo. Devo prendere atto con soddisfazione che il ministro Orlando si è impegnato affinché questa riforma, finalizzata a riparare gli errori della ex Cirielli, si faccia a breve, entro l’estate, ha detto. Io penso che si debba approvare al più presto”.

Nonostante le parole del vicepresidente del Csm, il procuratore di Torino Armando Spataro ha deciso comunque di prendere una posizione precisa nel referendum, schierandosi in favore del No: “Ebbene sì, confesso di aver aderito da subito al Comitato promotore per il No in vista del referendum confermativo della recente riforma costituzionale. E non basta, l’ho fatto anche per il No alla riforma bocciata nel giugno del 2006, allorché ho girato l’Italia in ogni possibile weekend, parlando di fronte ad ogni tipo di uditorio. Grazie ad una capillare opera di informazione, vinse il No, con il 61,3% degli oltre 25 milioni di votanti”.