Era un testo piuttosto atteso quello del disegno di legge contro il cyberbullismo, un fenomeno fortemente in ascesa e che è già stato protagonista varie volte della cronaca nera (ricorderemo tutti l’episodio del suicidio di Carolina Picchio, la ragazza di 14 anni, di Novara, che ha scelto di togliersi la vita perché non riusciva più a reggere il peso degli insulti ricevuti sul web).

Il testo del ddl sul cyberbullismo è stato approvato oggi dal Senato e adesso passerà alla Camera dei deputati. Chiaro che molto si dovrà fare anche dal punto di vista dell’educazione: educazione non soltanto intesa come rispetto per gli altri ma anche educazione all’uso di un mezzo, quello del web, di cui non sempre è ben chiaro il senso e la portata di ciò che si fa. Un’educazione che deve coinvolgere in prima battuta soprattutto gli adulti – genitori e insegnanti  - che dovranno poi cercare di trasmetterla ai ragazzi.

Cyberbullismo: cosa prevede il ddl

Il testo contro il cyberbullismo è stato pensato soprattutto per rispondere alla richiesta di aiuto di tantissimi ragazzi: un gran numero di essi si sente infatti vittima di questo fenomeno e lo subisce quasi quotidianamente. Uno dei primi scopi di questa legge sarà dunque quello di puntare alla prevenzione, cercando di poggiarsi sulla formazione del personale scolastico.

Attraverso un tavolo di esperti, sarà quindi messo in atto un programma che dovrà delineare tutti gli usi scorretti della rete (non soltanto posti in essere dai giovani ma anche dagli adulti) ma anche un piano per diffondere maggiore consapevolezza sull’uso del web, onde evitare spiacevoli conseguenze.

Per spiacevoli consegue, come indica la senatrice Donella Mattesini (Pdl), si intende anche la pedopornografia, la prostituzione minorile e gli adescamenti: tutti gravissimi pericoli contro cui gli adolescenti devono essere messi in guardia e contro cui devono essere educati, per imparare a riconoscerli e ad evitarli.