Dopo l’approvazione della Camera avvenuta nella giornata di ieri, con 242 sì contro 73 no e 48 astensioni, la proposta di legge su bullismo e cyberbullismo è destinata a tornare al Senato, dove dovrà essere confermata definitivamente, con una serie di importanti modifiche.

La proposta di legge era nata su intervento della relatrice Elena Ferrara del Pd, che l’aveva portata all’ordine del giorno dopo la morte di Carolina Picchio, adolescente di Novara che si era suicidata dopo una serie di minacce e offese ricevute sul web.

Rispetto alla prima stesura, incentrata più sulla prevenzione e la responsabilizzazione degli adolescenti, questa nuova versione punta maggiormente sull’aspetto punitivo: si allargano notevolmente i destinatari della legge, che comprende infatti anche i maggiorenni.

Dopo aver definito in termini generali la figura del bullo, la proposta di legge indica la possibilità di richiesta a gestore di provider o social network della rimozione dei contenuti offensivi. La domanda deve ricevere risposta entro 48 ore, passate le quali è previsto che il Garante per la privacy provveda entro ulteriori 48 ore.

Verrà poi istituita in ogni scuola la figura di un insegnante referente per gli interventi anti-bullismo, che avrà il compito di comunicare al preside i casi posti alla sua attenzione; questi invece contatterà le famiglie di vittime e aguzzini, proponendo percorsi formativi e di assistenza.

Prima di una eventuale denuncia il questore potrà ammonire oralmente il responsabile degli atti di bullismo, proprio come avviene per i casi di stalking. In questo specifico settore è stata rafforzata l’aggravante degli atti persecutori online, ed è stata proposta come pena la reclusione da uno a sei anni, che varrà anche per la divulgazione di dati sensibili, diffusioni di materiali privati o scambio di identità.

Il Movimento 5 Stelle, che ha votato in blocco contro la proposta di legge, ha criticato l’estensione della normativa ai maggiorenni, rendendola di fatto uno strumento inapplicabile per la rimozione arbitraria e censoria di contenuti online, vista la probabile quantità abnorme di richieste: “Una buona legge contro il bullismo e il cyberbullismo, approvata all’unanimità dal Senato, qui alla Camera è stata sabotata, sacrificando sull’altare della censura al web proprio coloro che avrebbe dovuto tutelare: i minori. Questo provvedimento prevede che chiunque si senta offeso o leso da un contenuto sulla rete che lo riguardi, può chiederne la rimozione senza che vi sia un criterio oggettivo nella procedura.”