Il fenomeno del cyberbullismo è sempre più attuale. Per far sì che non diventi dilagante e soprattutto incontrollato, il Garante per la protezione dei dati personali ha deciso di stilare e quindi diffondere un vademecum che aiuti a prevenire certi atteggiamenti, soprattutto a scuola.

L’obiettivo del Garante della privacy è quello di riuscire ad inquadrare il fenomeno dal punto di vista più ampio possibile, offrendo così a famiglie, professori, studenti e amministrazione scolastica delle norme guida che consentano di muoversi meglio nell’intricato mondo della protezione dei dati. E così, all’interno dell’opuscolo La scuola a prova di privacy, l’Authority elenca una serie di regole che delucidano in merito ad argomenti quali: lotta al cyberbullismo, prevenzione del sexting (ossia l’invio di testi o immagini sessualmente esplicite tramite Internet o cellulare), se è possibile pubblicare sui social le foto scattate durante le recite scolastiche, se è possibile registrare le lezioni, quali sono le precauzioni da adottare quando si pubblicano le graduatorie del personale che lavora nelle scuole, eventuali cautele per il servizio mensa oppure per la gestione dei curricula degli studenti.

Si tratta, come si può ben intuire, di semplici regole basilari che hanno tutte al centro la tutela della dignità e della riservatezza della persona. Regole che devono essere comunicate e insegnate, affinché si possano ottenere miglioramenti all’interno della società. Un occhio di riguardo, a tal proposito, viene riservato anche alle nuove tecnologie e all’uso corretto che se ne dovrebbe fare per evitare che possano essere utilizzate come mezzo e cassa di risonanza per episodi di bullismo (e anche di cyberbullismo in questo caso) che nei casi più estremi possono arrivare a rovinare la vita delle persone.

Per consentire a tutti di consultare in modo più agevole la guida, la stessa è stata suddivisa in cinque sezioni: regole generali, vita dello studente, mondo connesso e nuove tecnologie, pubblicazione online, videosorveglianza e altri casi). Le scuole lo riceveranno in formato digitale mentre chi lo desidera può scaricarlo sul sito www.garanteprivacy.it