Lavorare di meno con maggiore concentrazione, aumenta la produttività. Lo dicono ormai da tempo diverse ricerche, l’ultima -in ordine di tempo- arriva dalla Svezia dove nella casa di riposo, la Svartedalens, i dipendenti hanno lavorato per un anno su un turno di 6 ore mantenendo il livello salariale di 8 ore.

Passati i 12 mesi di sperimentazione, i ricercatori hanno constatato che le 68 infermiere coinvolte nel progetto si sono ammalate la metà rispetto alle colleghe che continuavano a lavorare con il tradizionale orario di lavoro. Per di più, le stesse, sono risultate 2,8 volte meno inclini a prendere giorni di permesso.

Nel complesso, quindi, sono riuscite ad accrescere la loro produttività del 64% e a dare più continuità ai rapporti con i pazienti della clinica.

Per quanto riguarda invece i loro stati d’animo, le dipendenti si sono dichiarate del 20% più felici delle loro colleghe e con tanta energia ancora da dedicare ai pazienti.

Che l’esperimento abbia portato buoni frutti non v’è dubbio ma resta da capire quanto l’adozione di questo nuovo tipo di orario lavorativo possa essere sostenibile economicamente: la clinica, infatti, durante il periodo dello studio, ha dovuto assumere 15 infermiere in più da mettere in turnazione. Costi abbattuti in parte dalla minore richiesta di permessi e malattie.