Succede sabato a Tuglie, in provincia di Lecce, dove un uomo, un romeno di 24 anni, avrebbe dato fuoco alla sua compagna. Avrebbe utilizzato del liquido infiammabile che le avrebbe buttato addosso a seguito di un litigio: la donna, adesso, si trova ricoverata presso l’Ospedale di Brindisi, in prognosi riservata, e avrebbe riportato ustioni di secondo e terzo grado in tutte le parti del corpo. Dunque, una banale lite finita in tragedia; vittima ancora una volta una donna.

Dà fuoco alla compagna, l’aggressore è un romeno di 24 anni

L’uomo è stato immediatamente arrestato dai Carabinieri che hanno ricostruito la dinamica dei fatti, non avendo alcun dubbio sul nome del presunto aggressore. Sarebbe stato lui, Edec Ionut Alexandru, romeno di 24 anni, ad aver tentato di uccidere la sua compagna cospargendola di alcol e in presenza dei suoi figli. L’aggressore avrebbe anche precedenti penali come furti e reati contro il patrimonio: stando alle prime informazioni trapelate, da tempo avrebbe esercitato violenza psicologica e fisica nei confronti della compagna che, però, non l’avrebbe mai denunciato alle autorità competenti. L’uomo avrebbe aggredito più volte la donna, anche in presenza dei due figli.

Dà fuoco alla compagna, ha ustioni su tutto il corpo

A chiamare i Carabinieri, subito dopo la lite, sarebbe stato lo stesso presunto aggressore: immediato l’intervento degli operatori del 118 e dei Carabinieri della Stazione di Sannicola. La vittima, una giovane donna, è stata trasportata d’urgenza in ospedale dove si trova per le cure del caso. Le ustioni, ritenuto molto gravi, le hanno danneggiato quasi tutto il corpo. In un primo momento la donna aveva provato a smorzare i toni, cercando di discolpare il suo compagno-aggressore. Poi ha raccontato tutto ai militari che hanno fatto scattare l’arresto del romeno di 24 anni.

Dà fuoco alla compagna, amori criminali

Ancora una volta si assiste a violenze contro le donne, ad amori malati, amori criminali che spesso finiscono nel sangue. Basti pensare alla povera Giordana Di Stefano, mamma, moglie e ballerina accoltellata dal suo ex compagno e poi abbandonata in auto a Nicolosi. Il movente, secondo gli inquirenti, sarebbe stata la gelosia; non si rassegnava alla fine del loro rapporto. E così, pur dicendo di amarla, l’ha uccisa privando loro figlia, piccolissima, dell’amore materno. Un’ossessione, un amore assassino. Per questo motivo i familiari delle donne uccise, da anni, chiedono a gran voce la certezza della pena.