Mentre il Ministro dell’Interno Matteo Salvini apre al contanti, lasciando intendere che ognuno è libero di pagare come vuole, arriva l’obbligo – a cominciare dal primo luogo – della tracciabilità dello stipendio così come prevede la legge di Bilancio, fatti salvi i rapporti di lavoro con la Pubblica amministrazione e i lavori domestici come colf, baby sitter o badanti. In altre parole, gli stipendi non potranno più essere pagati in contanti.

Le retribuzioni, dunque, andranno corrisposte tassativamente via bonifico, strumenti di pagamento elettronico, pagamenti in contanti allo sportello o assegni. Per chi non rispetterà questo provvedimento – che mira a combattere i datori di lavoro “furbetti”, quelli che pagano in nero o quelli che sottopagano i propri lavoratori – sono previste pesanti sanzioni da 1.000 a 5.000 euro. Una misura che è stata pensata anche per i co.co.co. e tutte le forme di contratto delle cooperative con i propri soci.

L’Italia, così come tanti altri Paesi, sta andando nella direzione di abolire (o comunque limitare) l’utilizzo del contanti, la forma di pagamento più diffusa che ha favorito l’evasione fiscale e gli abusi ai danni dei più deboli, dunque dei lavoratori costretti ad accettare qualsiasi condizione economica. Da luglio, grazie a questo provvedimento, lo Stato riuscirà a controllare meglio il pagamento degli stipendi.