Con il sostantivo femminile dabbenaggine ci si riferisce generalmente al comportamento od alla caratteristica di chi è ingenuo, credulone, sempliciotto: una persona che denota eccessiva semplicità d’ animo e di mente, tanto da passare per sciocco o sprovveduto. Il sostantivo deriva dall’ aggettivo ‘dabbene’, ovvero onesto, costumato, retto. L’ aggiunta del suffisso -aggine conferisce tuttavia al termine un’ accezione in parte negativa, poiché la dabbenaggine è si caratteristica dell’ uomo onesto, ma denota anche un’ eccessiva ingenuità e semplicità d’ animo, caratteristiche che, portate all’ estremo, sfociano facilmente nella stoltezza e credulità.

Esempi di utilizzo di dabbenaggine sono quindi costituiti dalle frasi: “Tutti approfittano della sua d.”; “Si è ridotto così per troppa d.”; “Marco è di una incredibile d.”; “Mi infastidisce la d. dei loro modi”; “Nella sua d., ha creduto di accontentarci”; “Per la sua d., spesso Marta viene derisa dalle amiche”; “Fosse servito a qualcosa, mi sarei preso a schiaffi da solo per la mia d.”; “[…] voleva tiranneggiare, approfittando della d. del suocero” (Il fu Mattia Pascal – Pirandello); ecc. Sinonimi di dabbenaggine possono invece essere considerati: credulità, ingenuità, semplicioneria, ma anche stoltezza, sciocchezza, sprovvedutezza, limitatezza e stupidità. Contrari sono infine: astuzia, sagacia, furbizia, malizia e scaltrezza.