L’ aggettivo dabbene nasce dall’ univerbazione (ovvero unione grafica e verbale) della locuzione ‘da bene’, come si può evincere dal raddoppiamento sintattico della consonante che lega le due parole (in questo caso la ‘b’). Il termine viene quindi utilizzato per definire una persona che si comporta con rettitudine e vive onestamente (persona d., uomo d., donna d., ragazza d., famiglia d., ecc.). Sinonimi di dabbene possono dunque essere considerati: buono, serio, virtuoso, giusto, onesto, onorato, a modo, costumato, coscienzioso, integro, leale, affidabile, retto, corretto, ben educato, irreprensibile, probo, ammodo e perbene. Contrari sono invece: scaltro, furbo, astuto, dritto, smaliziato, corrotto, scorretto, sconveniente, ingiusto, amorale, maleducato, malvagio, smodato, indecente e così via.

Se usato con ironia, e specialmente nella locuzione ‘dabben uomo’ (anche nella forma univerbata ‘dabbenuomo’), l’ aggettivo dabbene acquisisce tuttavia un significato ben diverso, andando a sottolineare caratteristiche quali eccessiva ingenuità, credulità e semplicità. Sintetizzando, è possibile affermare che con la formula ‘dabben uomo’ si intenda dunque definire non una persona a modo e dotata di forte morale, bensì uno sciocco, un sempliciotto, una persona sprovveduta. Sinonimi del termine possono in questo caso esser considerati: credulone, tontolone, semplicione, sempliciotto, sprovveduto, sciocco, ingenuo, citrullo, broccolo, allocco, pollo e merlo (fig.).