É terribile quello che emerge dall’autopsia sulle vittime dell’orrore a Dacca, in Bangladesh, dove un commando di 8-9 persone, tutti attentatori giovanissimi, istruiti e benestanti, hanno ucciso italiani, americani, giapponesi e anche bengalesi. Nove le vittime italiane che sono già rientrate in Italia con un aereo di Stato atterrato a Ciampino alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Ministro degli Esteri Gentiloni.

Dacca, ecco cosa emerge dall’autopsia

Dalle autopsie eseguite in Italia é emerso che le vittime sarebbero state torturate e mutilate. Una morte lenta per le vittime della strage di Dacca che si trovavano in quel maledetto ristorante in compagnia di amici e colleghi di lavoro. Doveva essere una serata tranquilla e, invece, si é trasformata in una trappola della morte. La Procura di Roma ha già dato il nulla osta per la restituzione delle salme alle famiglie delle vittime. In base agli accertamenti eseguiti sui cadaveri, sono emersi particolari choc: le vittime sarebbero state uccise con armi da taglio (come il machete), proiettili ed esplosivi. Una fine atroce, questo riferiscono i medici legali del Policlinico Gemelli.

Cosí, in questo modo atroce e doloroso, sono morti Adele Puglisi, Marco Tondat, Claudia Maria D’Antona, Nadia Benedetti, Vincenzo D’Allestro, Maria Rivoli, Cristian Rossi, Claudio Cappelli e Simona Monti, tutti uccisi barbaramente da uomini senza scrupoli, a loro volta uccisi dalle forze di polizia del Bangladesh nel corso di un blitz notturno nel ristorante della morte, l’Holey Artisan Bakery, sito nel quartiere diplomatico di Dacca, frequentato soprattutto da stranieri.

Salme restituite alle famiglie

Gli accertamenti sono stati eseguiti dai medici legali Vincenzo Pascali e Antonio Oliva; terminata l’autopsia, il pubblico ministero Francesco Scavo ha firmato il nulla osta al fine di restituire le salme alle famiglie. Resta da capire quali armi sono state usate per l’attentato terroristico di Dacca; adesso le vittime italiane potranno essere finalmente seppellite tra il dolore e l’incredulitá dei familiari.

Una scia di sangue che non vuole fermarsi, una tragedia senza precedenti dove le vittime sono state assassinate con barbarie, una morte lenta e dolorosa.