Il termine dacché (più raramente scritto “da che”) costituisce una congiunzione, ovvero quella parte invariabile del discorso, usata per collegare tra loro due sintagmi di una proposizione, oppure due proposizioni all’ interno di un periodo. Nel caso di dacché, essa può assumere valore causale oppure temporale. Nel primo caso, sinonimi del termine possono essere considerati “poiché”, “giacché” e “siccome”, come anche le locuzioni congiuntive “dal momento che”, “dato che” ecc. (es. “Faremo così, d. tu lo vuoi”; “D. siamo in centro, ne approfitterei per fare la spesa”). Nel secondo caso, quando introduce una proposizione temporale, dacché assume invece il significato di “da quando”, “dal giorno che”, “dal tempo in cui”, “dopo che” e così via (es. “D. si è sposato, ha cambiato abitudini”; “D. sei partito, non ci siamo più sentiti”).

Più nello specifico, in base alla funzione svolta all’ interno della frase, è possibile classificare dacché come congiunzione subordinante, ovvero utile nel collegare due proposizioni, mettendole però su piani diversi (la subordinata dipende infatti dalla proposizione principale, che a sua volta risulta da questa meglio definita). Dal punto di vista grammaticale, si tratta infine di una congiunzione composta, ovvero derivata dalla fusione di più elementi, soggetti a univerbazione  (nel nostro caso, da + che).