Con il termine daco (dal gr. Dákoi, mediato dal latino Daci) si è soliti definire chi apparteneva all’ antica popolazione di stirpe indoeuropea che abitava la Dacia, regione dell’ Europa centrale, occupante i territori a est e a nord del medio e basso corso del Danubio, grossomodo corrispondente all’ area delle odierne Romania e Moldavia. Il popolo dei Daci si scontrò più volte con i Romani, che riuscirono a sottometterlo definitivamente solo sotto l’ imperatore Traiano, nel 106 d.C. Nonostante la relativa brevità del dominio di Roma (circa 160 anni), la romanizzazione della Dacia fu profonda, così che i caratteri etnici e linguistici dei Daci andarono via via stemperandosi. Con la caduta dell’ Impero romano, anche la denominazione di ‘Dacia’ cadde in disuso, lasciando progressivamente posto a quelle corrispondenti alle varie regioni oggi comprese tra Romania e Moldavia, ovvero Transilvania, Valacchia e Bessarabia.

Con il termine daco (o daca) è altresì possibile indicare la lingua parlata dal popolo dei Daci, altrimenti detta lingua dacica. Di questo antico idioma ci sono pervenute poche testimonianze scritte, tra le quali si contano alcuni toponimi, idronimi, nomi propri (antroponimi) e una cinquantina di parole isolate riportate da autori greci e latini. Esistono poi circa quattrocento parole appartenenti alla lingua rumena (attualmente parlata in quasi tutti i luoghi in cui erano stanziati i Daci) la cui origine risulta incerta e che potrebbero essere ricollegate proprio alla lingua dacica.