Il termine daddolo costituisce una voce regionale ed onomatopeica, tipica del parlato familiare toscano. Esattamente come ‘tata’ e ‘babbo’, anche la parola daddolo nasce dall’ imitazione del parlato dei bambini, quando ancora faticano ad articolare bene le parole, e proprio al mondo dei bambini si riferisce. Anche se poco utilizzata al di fuori della regione di origine, con la parola daddolo ci si riferisce infatti alle moine tipiche dei bimbi, che si sprecano in faccette e smancerie quando intendono attirare l’ attenzione dei grandi su di sé. Il significato letterale della parola è quindi quello di vezzo affettato o smorfioso e suoi sinonimi possono essere considerati moina, smorfia, smanceria e leziosaggine. Da qui, anche l’ aggettivo derivato daddoloso, utilizzato nell’ area toscana per indicare chi fa o vuole daddoli, o il fare, pieno di smancerie, tipico dei bambini. Un secondo utilizzo della parola daddolo è poi quello, tipicamente fiorentino, riferito alle smorfie, i lezi e le smancerie che talvolta caratterizzano il comportamento femminile o quello degli adolescenti alle prese con il primo amore. Esempi di utilizzo del termino sono costituiti dalle frasi od espressioni: “Quanti daddoli!”; “Un bimbo pieno di daddoli”; “Parlare daddoloso”; “Una donna tutta daddoli” e così via.