Con il termine dafnia ci si riferisce ad un piccolo crostaceo, comunemente detto pulce d’acqua, appartenente all’ordine dei Cladoceri (Daphnia pulex) e caratterizzato da corpo ovale, appuntito posteriormente. Lunghi da 0,2 a 5 mm, questi piccoli crostacei sono caratteristici dei bacini di acqua dolce (ma talora anche salmastra) come ad esempio piccole pozze temporanee, laghi, stagni, ruscelli e fiumi. Le dafnie si cibano prevalentemente di alghe unicellulari, protozoi e batteri e la durata della loro vita è ampiamente dipendente dalla temperatura ambientale, anche se comunque mai superiore ad un anno circa. Le dafnie depongono le uova in una camera dorsale e comune è la riproduzione per partenogenesi (consistente nello sviluppo dell’uovo, senza che questo sia stato fecondato). La popolazione può essere infatti composta di soli esemplari femmine, che si riproducono per partenogenesi per parecchie generazioni, finché un cambiamento di temperatura, per esempio, non induce la nascita di maschi, generalmente di dimensioni più ridotte rispetto alle prime. Le uova partenogenetiche vengono deposte entro la camera incubatrice situata dorsalmente, tra il corpo ed il carapace, mentre le uova fecondate vengono emesse all’interno di involucri muniti di celle aerifere per il galleggiamento. Queste sono talmente durevoli da poter superare lunghi periodi in condizioni sfavorevoli (come ad esempio la stagione invernale), per poi schiudersi al variare delle condizioni ambientali. Da segnalare infine la totale trasparenza del corpo della dafnia, tale da rendere visibili tutti gli organi interni, compreso il cuore.