Con il sostantivo daiacco o daiaco (dall’ inglese Dayak) si definisce propriamente un individuo appartenente all’ omonima popolazione indigena del Borneo occidentale, anche se spesso il termine viene utilizzato, più genericamente, per designare tutti i gruppi a cultura primitiva stanziati sull’ isola. I Daiacchi, o aborigeni del Borneo, si suddividono in numerose etnie, ognuna con usi, costumi e dialetti propri. Originariamente di religione animalista, a seguito della massiccia presenza di missionari, i Daiacchi sono oggi per la maggior parte di religione cristiana, motivo per cui l’ antica pratica dell’ headhunting (usanza di mozzare la testa dei nemici) è ormai quasi del tutto scomparsa. Ancora diffusa è invece l’ usanza di ornare il corpo di complessi tatuaggi e praticare cruenti riti iniziatici, che prevedono mutilazioni e prove di virilità. Di origini paleoindonesiane, i Daiacchi vivono sovente in abitazioni collettive, rettangolari, edificate su palafitte. Sono inoltre dediti a caccia, pesca, agricoltura e allevamento, praticati con attrezzi rudimentali. Tra le armi tipiche si trovano la cerbottana e clave con testa in pietra, sebbene la popolazione conosca e pratichi da lungo tempo la lavorazione dei metalli, ed in particolare del rame, con il quale realizzano lavori artigianali di pregio. Per quanto riguarda l’ abbigliamento, questo consiste generalmente in un semplice pezzo di stoffa avvolto attorno ai fianchi ed un fazzoletto dai colori vivaci, portato a guisa di turbante. Presso i Daiacchi, la famiglia ha infine struttura patrilineare e viene ancora praticato il matrimonio ambiliano, attraverso il quale il marito diviene membro del clan della moglie.

Ricordiamo infine che con il termine daiacco è altresì possibile designare la lingua parlata dai Daiacchi.