Con il sostantivo maschile daino, in zoologia si definisce un mammifero artiodattilo appartenente alla famiglia dei Cervidi, conosciuto anche con il termine arcaico di damma o dama. Scomparso in Europa dopo l’ultima glaciazione, il daino è stato a più riprese reintrodotto nel Vecchio Continente, dando origine ad una popolazione piuttosto numerosa. L’aspetto del daino è quello tipico dei Cervidi, anche se leggermente più basso e tozzo rispetto al cervo nobile. E’ inoltre possibile distinguere la specie da cervi e caprioli per la presenza di un manto ocellato ed una macchia a forma di àncora sul posteriore. Tra i cervidi, le corna del daino (presenti solo nei maschi e rinnovate ogni anno) sono inoltre le uniche palmate. Il colore del mantello varia invece a seconda della stagione: grigio scuro durante l’inverno e rossastro macchiettato di bianco in estate. Per quanto riguarda le dimensioni, i daini raggiungono un’altezza alla spalla di circa un metro e una lunghezza di 150 cm. I maschi, più grossi e robusti degli esemplari femmina, pesano in media 60 kg e possiedono un pomo d’Adamo ben sviluppato. Il daino si adatta inoltre molto velocemente a differenti tipi di habitat e alimentazione ed ha una vita media di 20/25 anni. La sua carne è piuttosto pregiata, mentre la pelle conciata di questo animale, particolarmente morbida, è usata per confezionare articoli di pelletteria e abbigliamento, o per usi domestici e tecnici, come completare la lucidatura del cristallo o asciugare superfici lucide, tra cui vetri e carrozzeria di automobili.