«Ho imparato che buttarsi e crederci ogni tanto non è sempre così male come invece si sentono dire troppo spesso quelli che come me hanno ancora voglia di sbatterci la testa».

Detto da una che di teste ne capisce c’è da crederci.

Queste sono infatti le parole di Gemma Vernò, giovane e promettente hat designer che ha saputo fare della sua più grande passione una professione.

Era il 2010 quando questa “testa calda”, come ama definirsi, decise di partire alla volta di Londra abbandonando un lavoro sicuro a Milano e con solo due parole nella sua valigia, hi bye.

Da quel momento Gemma e le sue mani non si sono più fermate, arrivando a dar vita a cappelli che si sono posati su teste coronate e non che hanno partecipato al Royal Wedding.

Dopo aver frequentato il Kensigton&Chelsea College, la nostra diviene infatti assistente di Victoria Grant e nello studio a Notting Hill della celebre designer britannica segue in prima persona la produzione di cappelli da donna, dal design alla creazione, alcuni dei quali vengono scelti dalle invitate al matrimonio dell’anno.

Perché per lei «è una sorta di amore che cresce dentro mettersi lì e creare, lavorare il feltro, i tessuti, cucire, disfare, rifare..». E d’altra parte, come ci spiega, «ognuno di noi ha un suo modo di esprimersi: quello di fare cappelli è il mio, per comunicare quello che penso e vedo».

Che nelle sue creazioni siano racchiusi tutti i suoi sogni è evidente, basta ammirarle. Cappelli che vivono in bilico tra estro e sapienza artigianale trovano un loro punto di equilibrio nell’eleganza più disarmante.

Colori e dettagli hanno poi un ruolo da coprotagonisti in queste visioni talvolta dal gusto retrò che segnano un’altra punta d’orgoglio per il Made in Italy.

Se poi chiedi a Gemma quali siano i suoi progetti la risposta è chiara: «uno e molti».

Così, oltre alle collezioni di cappelli da donna che portano il suo nome, l’eclettica designer partecipa a un corso di sartoria teatrale presso l’Accademia del Teatro alla Scala per diventare modista di teatro e cinema.

C’è chi vive ammirando l’arte e chi l’arte la fa.

Gemma Vernò rientra nella seconda categoria e il suo è un nome da mettersi in testa, in tutti i sensi!