Il caso tutto interno al Partito Democratico che vede coinvolto Massimo D’Alema non smette di far discutere. Le nuove dichiarazioni che sono state rilasciate dallo storico dell’arte, professore universitario, editorialista e blogger Tomaso Montanari rischiano anzi di riaccendere le fiamme di una polemica che rischia di pesare sul risultato elettorale dei ballottaggi comunali previsti domenica 19 giugno, in particolare a Roma.

Tomaso Montanari è stato sentito sempre da Repubblica, il quotidiano che già aveva aperto il caso alcuni giorni fa pubblicando le indiscrezioni che parlavano dell’intenzione di D’Alema di votare Virginia Raggi, la candidata a sindaco della Capitale del Movimento 5 Stelle, anziché il candidato del Pd Roberto Giachetti.

Lo storico dell’arte ha confermato quanto pubblicato da Repubblica, sostenendo: “È vero, mi ha chiamato D’Alema. E mi ha consigliato di fare l’assessore alla Cultura in una giunta della Raggi”. I grillini avevano infatti pensato a lui come possibile assessore alla Cultura di Roma.

Riguardo al suo rapporto con Massimo D’Alema, Montanari ha dichiarato: “Abbiamo studiato entrambi alla Normale. Qualche volta ci siamo visti, di certo abbiamo un mondo in comune”.

Lo storico dell’arte dice poi di aver avuto diverse conversazioni telefoniche con D’Alema: “In realtà sono state tre telefonate. Come molti, era incuriosito dal fatto che uno come me, di sinistra, venisse chiamato dal M5S”.

Tomaso Montanari ha quindi dichiarato l’appoggio di Massimo D’Alema a fare l’assessore con Virginia Raggi: “Mi ha consigliato di farlo. O meglio, mi ha detto che se avessi accettato avrei di certo fatto bene. Lo diceva non tanto per la Raggi, ma pensando a Roma”.

Riguardo a quali fossero le finalità di D’Alema per appoggiarlo come assessore nella giunta della Raggi, Montanari dice: “Non penso per fare un dispetto a Renzi. E comunque, lo sanno tutti che una parte importante dei dirigenti del Pd non voterà il partito a queste elezioni…”. Riguardo al presidente del Consiglio, Montanari aggiunge: “Renzi è un abusivo della storia di sinistra”.