La barba è tornata prepotentemente di moda. Nell’ultimo biennio, infatti, si assiste all’esplosione dei volti irsuti, un trend che non coinvolge più solamente la cultura giovanile hipster, ma il genere maschile nel suo complesso. E, proprio in questi anni, anche la scienza si è occupata del fenomeno: tra studi sull’attrazione, e altri che hanno vagliato la concentrazione batterica nelle folte barbe, non sembra si parli di altro. L’ultimo intervento arriva dall’University College di Londra, così come riporta Reuters: la barba potrebbe tornare utile per studiare e progettare gli antibiotici del futuro.

Il problema della sempre più diffusa resistenza dei batteri agli antibiotici è, da diversi decenni, una delle sfide più importanti della medicina. Dato il ricorso molto diffuso di questi farmaci, a volte anche a sproposito, molti batteri si sono adattati, diventando resistenti agli effetti del farmaco. «Quello che abbiamo fatto come genere umano – spiega il dottor Adam Roberts – è praticamente ricoprire il mondo con gli antibiotici, con un uso smodato e inappropriato. Quindi abbiamo spinto questi meccanismi di resistenza nei batteri ed è per questo che oggi stiamo affrontando questi problemi». Un aiuto, però, proverrebbe dalle barbe. Un precedente studio ha dimostrato come i volti irsuti possano trattenere una popolazione fitta di batteri, anche di natura fecale. Il team del dottor Roberts ha voluto quindi condurre dei test, inizialmente per verificare se quanto affermato fosse vero, ed è emerso a sorpresa non solo come la barba conservi batteri differenti rispetto a quelli fecali, ma alcuni di essi possono limitare ed eliminare la proliferazione di agenti dannosi per la salute. «Abbiamo scoperto, in modo abbastanza sorprendente – spiega l’esperto parlando dei test in laboratorio – come le barbe siano abbastanza capaci di sopprimere gli agenti che abbiamo scelto come indicatori, dimostrando come i batteri producano una risposta antibiotica».

Fonti: Reuters, BBC