È ancora strettamente sorvegliata la zona centrale di Dallas dopo la strage di cinque agenti della polizia a opera di quattro cecchini, avvenuta nella notte.

In totale sono stati 11 gli ufficiali presi di mira dagli attentatori, che hanno scelto accuratamente il momento per colpire indisturbati: in quegli attimi infatti Dallas veniva attraversato da un corteo di protesta per i due recenti casi di morti di uomini di colore avvenuti in seguito all’intervento della polizia in differenti parti degli USA.

A preoccupare al momento sono però le ultime parole del quarto cecchino che si era asserragliato nel parcheggio coperto di un centro commerciale. Questi prima di togliersi la vita ha infatti esclamato che “la fine è vicina” e che “ci sono bombe ovunque in questo garage e in tutto il centro”. Ricerche estese degli esplosivi sono tutt’ora in corso in tutta la città ed è stato ordinato anche un blocco del traffico aereo al di sopra di Dallas.

Il presidente Barack Obama, che si trovava in Polonia per un meeting della Nato, ha subito condannato l’attacco descrivendolo come “vile, spietato e odioso”. Ha poi aggiunto un messaggi alla nazione: “Spero di parlare per ogni singolo americano quando dico che siamo tutti disgustati da questi eventi e che ci stringiamo tutti ai cittadini e agli agenti di polizia di Dallas”.

Il capo della polizia David Brown ha spiegato che si è trattato di un’imboscata pianificata con attenzione: almeno due cecchini hanno sparato da posizioni elevate, in modo da triangolare i bersagli scelti da due diverse posizioni rialzate.

Al momento non è però chiaro se i fermati costituiscano l’interezza del gruppo che ha messo in atto l’attentato, le cui connotazioni e obiettivi restano ignote, non essendovi state rivendicazioni: i fermati infatti non stanno cooperando e gli interrogatori finora hanno lasciato senza risposta le domande della polizia.

Bystanders caught the shootout in #Dallas on camera 😳 (Part 2) #PrayForDallas #WSHH

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